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15.6.25

INCANTEVOLE PARCO 2025: Giugno e Luglio 2025 al crepuscolo

Parco Agricolo Carmine Minopoli - ex Gasometro - Viale Raffaello e Salita Cacciottoli al Vomero

Gente Green APS-progetto "Lo Sguardo che Trasforma" - in collaborazione con WWF Napoli e con il Patrocinio del Comune di Napoli - Assessorato Salute e Verde

La rassegna, con la direzione artistica di Guido Liotti e la collaborazione all'organizzazione di Marinella Di Martino, al suo secondo anno nasce con l'intento di far conoscere questo prezioso spazio, frutto di battaglie ambientali trentennali, finalmente a disposizione e manutenuto dall'Amministrazione comunale. La storia della battaglia ed i suoi valori sono leggibili sui pannelli realizzati dal WWF Napoli che è partner della rassegna coordinata da Gente Green APS con il progetto "Lo Sguardo che Trasforma" per la valorizzazione del paesaggio. 

Mancano comunque alcuni elementi fondamentali per dare vita alla proposta complessiva di recupero fatta nei decenni passati. La strada è ancora in salita e ospitare lo spettacolo "È tempo di incantesimi restart" teatro, danza, canzoni originali e pozioni magiche con la regia di Guido Liotti e con le coreografie di Marta Michetti - con due nuove versioni, una più esperienziale per la notte di  San Giovanni ed una con concerto dal vivo di Giovanna Panza - è di buon auspicio (23 giugno e 12 luglio). 

Si inizia il 22 con un fresco spettacolo itinerante nel Parco a cura di Roberta Misticone e Ciro Scherma: "Amore a prima freccia" che verrà replicato il 4 luglio. 

Il 27 giugno sarà l'occasione per percorrere un interessante itinerario sulla musica popolare e colta del nostro sud, Calabria, Sicilia, Puglia e le varie provincie della Campania sono le protagoniste del recital Chitarra e voce del maestro Massimo Ferrante con "Canzuni" che prevede piccole incursioni teatrali e di danza. 

Il 6 luglio Gianluca Rovinello ci presenta con il suo Harp Show il suo progetto musicale "Tales of Kuthura". 

In questa occasione si concluderà anche il percorso di movimento espressivo curato dalla coreografa Ambra Marcozzi sull'ecologia delle relazioni "ECO" che si terrà presso lo stesso Parco Minopoli dalle 18.00 del 23,26 e 30 giugno e 3 e 5 luglio.

Direzione artistica Guido Liotti 
Assistenza organizzazione Marinella Di Martino

Previsti contributi spese associativi.
Start eventi 18,30 uscita 20.30 max

Info e prenotazioni whatsapp: 3476355343 -3914143578
Per percorso movimento espressivo: 3386420855
gentegreenaps@gmail.com

5.12.24

XIII edizione della Rassegna "Tu scendi dalle Scale" - Tema 2024: "Panorami e racconti per una città vivibile... oltre il centro storico"


Napoli, 5 dicembre 2024 – Torna la Rassegna "Tu scendi dalle Scale", giunta alla sua tredicesima edizione, una manifestazione che celebra la bellezza unica delle storiche scale di Napoli e dei panorami che abbracciano le sue aree collinari. 
Da domenica 8 dicembre al 6 gennaio 2025, il festival offre un ricco calendario di racconti che invitano cittadini a riscoprire una Napoli "oltre il centro storico".
Organizzata e autofinanziata dal Coordinamento delle Associazioni per le Scale di Napoli, insieme a cittadini, la rassegna promuove percorsi alternativi per alleggerire il carico antropico sul centro storico e valorizzare luoghi spesso trascurati, ma di straordinaria importanza storica e paesaggistica.
Il tema di quest'anno, "Panorami e racconti per una città vivibile", sottolinea l'urgenza di un turismo sostenibile e di un'attenzione rinnovata alla qualità della vita urbana ed ai cambiamenti climatici.

Le scale di Napoli: patrimonio da vivere
Le scale di Napoli non sono solo un elemento architettonico, ma un vero e proprio tesoro che unisce quartieri, storie e paesaggi. Con oltre 200 percorsi distribuiti tra il centro e le colline, queste vie pedonali rappresentano un’alternativa sostenibile per scoprire la città e i suoi punti di vista mozzafiato.

Il programma della XIII edizione
Un mese di iniziative in 12 appuntamenti dall'8 dicembre al 6 gennaio

Un invito al cambiamento
Attraverso questa rassegna, il Coordinamento delle Associazioni per le Scale di Napoli vuole sensibilizzare cittadini, istituzioni e turisti sul valore delle aree collinari e dei percorsi pedonali. Napoli non può essere solo il suo centro storico: è una città policentrica, un intreccio di paesaggi e racconti che meritano di essere vissuti e rispettati.
Riscopri Napoli, cammina le sue scale, vivi i suoi racconti.


Sabato 7 dicembre e Domenica 8 Dicembre ore 11.00
Piazzale di San Martino
Spettacolo itinerante dalla Pedamentina alla Pignasecca con prosa, danza e musica
"Come l''acqua che scorre ...prosa fluida in Pedamentina"
A cura di Gente Green aps
Prenotazione whatsapp 3914143578 
gentegreenaps@gmail.com


Sabato 14 Dicembre ore 10,15
"Dal Purgatorio salendo verso il Paradisiello"
Partenza ore 10,30.
Via Foria angolo Via Michele Tenore.
A passeggio dalle scale di Via Michele Tenore, passando per S. Maria degli Angeli alle Croci, fino al Paradisiello.
A cura di Marinella Di Martino in collaborazione con Gente Green aps
Contributo associativo tesseramento
Prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni: WhatsApp 347 6355343
gentegreenaps@gmail.com


Domenica 15 Dicembre ore 10.30
"Dadapolis...a passeggio con il libro di Fabrizia Ramondino" dalla Collina del Vomero al centro antico- Cacciottoli -Sant'Antomio ai Monti.
Piazza Fanzago -angolo Viale Michelangelo
A cura di Gente Green aps
Prenotazione whatsapp 3914143578 
gentegreenaps@gmail.com


Domenica 15 dicembre ore 9.45
Da San Martino a Santa Lucia
mindfulness experience e le "scale delle meraviglie"
passeggiata consapevole attraverso le scale del Petraio
passando per Monte Echia e Pizzofalcone.
Cinquecentotre gradini tra paesaggi mozzafiato.
Camminiamo... senza più alcuna fretta.
A cura di ass. LiberaMente
Info whatsapp: 3316028301


Sabato 21 Dicembre
"Dal Purgatorio salendo verso il Paradisiello"
Appuntamento ore 10,15 con partenza ore 10,30.
Via Foria angolo Via Michele Tenore.
A passeggio dalle scale di Via Michele Tenore, passando per S. Maria degli Angeli alle Croci, fino al Paradisiello.
A cura di Marinella Di Martino in collaborazione con Gente Green aps
Contributo associativo tesseramento
Prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni: WhatsApp 347 6355343
gentegreenaps@gmail.com


Sabato 21 dicembre ore 10.30
" 'A Maronn c' accumpagne"
Itinerario sui luoghi mariani a Capodimonte, tra storia, riti e tradizioni.
Partenza Scale di Vico Santa Maria delle Grazie (adiacenza civ. 15 di Via Capodimonte)
Amici del Real Bosco di Capodimonte
-Contributo associativo
-Prenotazione obbligatoria
-Contatti 3209431770
amicidelrealboscodicapodimonte@gmail.com


Sabato 21 Dicembre ore 9,45
"La Napoli delle origini in bicicletta"
Appuntamento in piazza Plebiscito
Fiab Napoli CICLOVERDI
contatti: 33875/3019 
cicloverdiposta@gmail.com


Giovedi 26 Dicembre 2024 ore 11.00
Piazzale di San Martino
Spettacolo itinerante dalla Pedamentina alla Pignasecca con prosa, danza e musica
"Come l''acqua che scorre ...prosa fluida in Pedamentina"
A cura di Gente Green aps
Prenotazione whatsapp 3914143578 
gentegreenaps@gmail.com


Sabato 28 dicembre 10.30
"Verso nuovi sguardi sulla città"
Passeggiata da piazza Montesanto al Parco dei Quartieri Spagnoli.
Itinerario guidato alla scoperta di un territorio ricco di testimonianze d’arte e di storia.
Dal popolare quartiere della Pignasecca, risaliamo lungo i percorsi verticali della città collinare alla scoperta di luoghi, chiese, vicoli densi di memorie fino a giungere al parco dei Quartieri Spagnoli, realtà innovativa voluta fortemente dalla “ comunità del parco” sul luogo dell’imponente complesso dell’ex monastero della Trinità delle Monache.
A cura dell'Associazione Napoletana Beni Culturali
Appuntamento Piazza Montesanto
Info e prenotazioni: whatsapp 3358236123 
ass.benicult@gmail.com
Previsto contributo di liberalità


Sabato 4 gennaio 2024, ore 9:45
"Una nobile discesa verso la chiesa della Duchessa"
Dalle Scale Pontano alla Chiesa di Santa Maria in Portico
Un sontuoso palazzo con ampi cortili, giardini, uliveti e vigneti che si estendono fino alla collina del Vomero.
Una duchessa, Felice Maria Orsini di Gravina, che lascia in eredità ai lucchesi Chierici regolari della Madre di Dio parte delle sue proprietà che si trasforma poi in una chiesa la cui facciata prospetta scenograficamente sul mare. Ammireremo l’immagine miracolosa della Vergine di Santa Maria in Portico e il più antico complesso presepiale costituito da figure a grandezza umana in manichini lignei, con le teste in “tela-plastica”, realizzato da Pietro Ceraso nel 1647.
A cura di: locusiste LUOGHI e MEMORIA
Appuntamento: Corso Vittorio Emanuele, angolo via Tasso, ore 9:45.
Info e prenotazione obbligatoria: 
locusisteinfo@gmail.com
3472374210 (prenotazione solo tramite messaggio Whatsapp). Previsto contributo organizzativo.


Lunedì 6 gennaio ore 11,00
Da Via Foria a Capodimonte, attraverso il Moiariello
"Fate Munacielli e Belle 'Mbriane"
A cura dell'Associazione Gentle Green Events
prenotazione obbligatoria: 
gentlegreenevents@gmail.com

25.10.24

Il Forum del Turismo Sostenibile a San Domenico Maggiore

Il Forum sul Turismo Sostenibile, tenutosi il 24 ottobre presso l'aula San Tommaso in San Domenico Maggiore nell'ambito della "Settimana della Sostenibilitá" promossa da AltriMondiNews, ha riunito cittadini, esperti e operatori del settore per riflettere sulle implicazioni dell’industria turistica per la città di Napoli. L'evento ha messo in evidenza le posizioni contrastanti dei napoletani: da una parte, il turismo ha creato occupazione e portato una riduzione della criminalità; dall'altra, ha trasformato Napoli in una sorta di “sagra paesana” perdendo parte della sua identità culturale.

Molti politici e amministratori sostengono che Napoli potrebbe vivere unicamente di turismo, mentre al Forum si é espresso preoccupazione che la città rischi invece di "morire di turismo". Il Forum ha ricordato che durante la pandemia, le attività legate al turismo si sono bruscamente fermate, dimostrando la fragilità di un’economia fortemente dipendente da un singolo settore. Situazioni imprevedibili come guerre, terremoti, alluvioni o altri disastri naturali potrebbero mettere in ginocchio il settore, e pertanto, il turismo non dovrebbe essere visto come il pilastro economico di Napoli, ma piuttosto come un valore aggiunto.
Si prevede che nel prossimo futuro Napoli potrebbe accogliere fino a 18 milioni di visitatori, sollevando interrogativi sulla capacità della città di sostenere una tale pressione antropica. Gli effetti dell'espansione dei bed & breakfast e dell'aumento del costo della vita si fanno sentire, con un numero crescente di residenti costretti ad abbandonare il centro storico, un intervento in particolare ha ricordato 10mila sfratti per finita locazione.
Al centro del dibattito è emersa la questione di un'assenza di piano strategico per il turismo a Napoli,
con interrogativi sugli obiettivi a lungo termine per garantire una crescita sostenibile e inclusiva. La discussione ha anche toccato il tema della tassa di soggiorno: i partecipanti hanno sottolineato che, essendo una tassa di scopo, non dovrebbe finanziare la promozione turistica ma garantire la vivibilità dei residenti.
Un’altra riflessione è stata dedicata alla reputazione del brand Napoli. Attualmente, l’immagine della città sembra legata al “food porn” e a fenomeni di “turismo trash”, che attraggono turisti interessati più al folklore superficiale che alla reale essenza culturale della città. È emersa dunque l’urgenza di promuovere una nuova narrazione, in grado di attrarre un turismo più rispettoso e consapevole.

In conclusione, i partecipanti hanno evidenziato l’importanza di implementare politiche concrete per rendere il turismo davvero sostenibile. Tuttavia, è stato sottolineato che la sostenibilità è raggiungibile solo attraverso un processo partecipativo, che coinvolga attivamente e allo stesso tavolo la comunità locale, gli operatori del settore, e le istituzioni.


Il Forum ha deciso di riconvocarsi e di restare in rete.

Carmine Maturo

30.9.24

Napoli e il turismo: parliamone

Il turismo a Napoli ha sempre rappresentato una risorsa fondamentale per l'economia locale, ma, come spesso accade, il troppo può storpiare. L'afflusso massiccio di visitatori, infatti, ha portato a una crescita incontrollata della popolazione temporanea, mettendo a dura prova i servizi destinati ai residenti. La mobilità è diventata un problema sempre più serio, mentre la gestione dei rifiuti ha mostrato evidenti segni di cedimento molto piú di prima. Con l'aumento dei turisti, la qualità dei servizi per i napoletani è scesa, creando un ambiente di vita meno sostenibile in quanto il numero dei fruitori aumenta (residenti piú turisti) e i servizi giá insufficienti devono sopperire alle esigenze di una popolazione piú numerosa.

Un altro aspetto preoccupante è l'abbandono forzato del Centro Storico da parte dei residenti. Molti abitanti sono costretti a lasciare le loro case poiché i contratti di affitto non vengono rinnovati e le abitazioni si trasformano in B&B. Questo fenomeno ha innalzato i costi della vita, rendendolo inaccessibile economicamente per chi ha sempre vissuto lì.

L'overtourism non è un fenomeno che si è manifestato casualmente; è il risultato di una gestione insufficiente e di una mancanza di visione da parte dell'amministrazione comunale. È evidente che le politiche adottate non hanno saputo controllare questa ondata di visitatori, né hanno cercato di bilanciare le esigenze dei residenti con quelle del turismo, inoltre il concetto di sostenibilitá turistica non é nelle teste di funzionari, dirigenti e politici: ancora si esulta se il numero di turisti aumenta.

In questo contesto, la presenza dell'aeroporto di Capodichino diventa un ulteriore fattore di disagio. L'inquinamento acustico e atmosferico rappresenta una vera minaccia per la qualità della vita dei cittadini. La valorizzazione dell'aeroporto, sebbene possa apparire vantaggiosa per la cittá, è in realtà un affronto per chi vive sotto il suo sorvolo quotidiano. È necessario avviare un serio dibattito sulla delocalizzazione dell'aeroporto, come suggerito da De Lucia nel "vecchio" piano regolatore, per garantire un futuro più sostenibile per Napoli.

Infine, la nostra identità culturale è a rischio. Invece di puntare su una fruizione turistica esclusivamente folkloristica, è fondamentale valorizzare il paesaggio e i siti culturali, riservando priorità di accesso ai residenti. Solo così potremo preservare la bellezza di Napoli e garantire che le sue tradizioni e la sua cultura non svaniscano nel caos dell'overtourism.

Napoli ha bisogno di un equilibrio: il turismo deve essere un'opportunità, non una minaccia. È tempo di riflettere e agire per garantire un futuro sostenibile e vivibile per tutti.


Carmine Maturo

21.8.24

La Venere degli Stracci a Napoli: arte o ostacolo alla creatività?

L’arte contemporanea è spesso uno specchio del nostro tempo, riflettendo le tensioni, le contraddizioni e i paradossi della società in cui viviamo. Un esempio emblematico di questo fenomeno è rappresentato recentemente dalla "Venere degli Stracci" di Michelangelo Pistoletto, un’opera che ha generato a Napoli un forte dibattito politico, culturale e sociale.

L'installazione originale, risalente al 1967, è una provocazione: una scultura che rappresenta la bellezza classica, incarnata dalla Venere, affiancata da una montagna di stracci, simbolo del consumismo e della società dell'usa e getta. Questa commistione tra il sublime e il quotidiano, tra il perenne e l’effimero, ha dato vita a un’opera potente, in grado di dialogare con il presente.


Tuttavia, la versione installata a Napoli il 28 giugno 2023 in Piazza Municipio, poi distrutta da un incendio il 12 luglio dello stesso anno, non è l'originale, bensì un duplicato. Anzi, più che un semplice duplicato di una dimensione gigantesca adatta alla piazza, è una sorta di simulacro della versione originale, un’opera scenografica, priva della densità materica e concettuale del modello del 1967. Il disallestimento e lo spostamento stanno nuovamente alimentando polemiche, in particolare in merito alla decisione di collocare l’opera nella Chiesa di San Severo al Pendino.

Non si intende qui entrare nel merito della qualità o dell'importanza dell’opera di Pistoletto: queste riflessioni si lasciano a storici e critici d'arte. La questione riguarda piuttosto la scelta del luogo di nuova installazione e la potenziale sovrapposizione tra un’opera d’arte e uno spazio che, fino ad ora, ha rappresentato una possibilità di espressione per le realtà culturali locali. 

Certo, spesso si assisteva a esposizioni di assai discutibile qualità, ed è per questo che ci saremmo aspettati non un singolo delegato per l'arte a Napoli, ma un’équipe, una commissione di esperti d'arte e rappresentanti di associazioni, magari presieduta da un assessore alla cultura, un lavoro partecipato per valorizzare la creatività napoletana e offrirle lo spazio dovuto.

La domanda che emerge, dunque, è se valga davvero la pena sacrificare uno spazio così importante per la creatività locale per ospitare la riproposizione di un'opera progettata per una grande Piazza che, seppur simbolica, non ha quel legame intimo e profondo con il tessuto culturale della città. Inoltre se la riproposizione dell'opera fuori scala poteva trovare giustificazione nel suo rapporto con la ormai desolata grandezza di piazza Municipio, mi chiedo come può trovare senso in uno spazio architettonico ottocentesco ben definito?

Napoli è una città dalle mille voci, dalle mille anime, e la sua ricchezza culturale risiede proprio nella capacità di dare spazio a tutte queste espressioni. Riempire la Chiesa di San Severo al Pendino con un’opera tanto iconica quanto ingombrante potrebbe soffocare quell'energia creativa che ha fatto di questo spazio un punto di riferimento per tanti artisti e associazioni.

In un contesto come quello napoletano, dove la cultura autoprodotta è spesso l'unica via di espressione per molti, il rischio è che la Venere degli Stracci diventi non solo una semplice installazione, ma un simbolo di un certo tipo di imposizione culturale, dove la monumentalità e la risonanza di un’opera internazionale rischiano di mettere in ombra la vitalità culturale locale.

Per concludere, ricordo che le tante altre installazioni di successo a Napoli, dalla Montagna di Sale in poi, sono state a "tempo determinato". Diciamolo: per i napoletani, anche per la Venere il tempo è scaduto.


Carmine Maturo
Sustainability cultural manager

2.2.24

"COME LA LUCE DELL'ALBA" di Pio Russo Krauss: un racconto sincero sulla necessità di difendere la Bellezza del nostro territorio e dare respiro all’Amore sincero per l'altro.


In “Come  la luce dell’Alba” il tratto autobiografico e la finzione del romanzo si presentano in un interessantissima miscela. La storia, ambientata esattamente 50 anni fa, parla con forza al nostro tempo anche  se il contesto locale e nazionale descritto con precisione ci riporta a quegli anni come un esperienza profondamente immersiva. Il romanzo avvincente con una densa struttura  che incuriosisce ed emoziona fino alle ultime pagine grazie anche ad un parterre di personaggi per niente banali  risulta al contempo quasi un compendio, applicato al nostro territorio, dei contenuti dell’enciclica “ Laudato Si” di Papa Francesco. L’autore non a caso è da sempre impegnato in ambito sociale ambientalista ed ecclesiale ed ovviamente affida molto della sua esperienza di vita a diversi personaggi immaginari  e non solo al protagonista.

In una Chiesa ancorata a vecchie logiche di potere a braccetto con la DC, nei mesi del  referendum per il divorzio, durante la crisi petrolifera e la caduta di Franco in Spagna quasi per inerzia, siamo a cavallo tra ’73 e ’74, Sergio, un giovane prete agostiniano colto e coraggioso, compie una piccola rivoluzione collettiva ed infine profondamente  personale in una sconosciuta periferia di Napoli occidentale. La storia infatti è ambientata nel quartiere di Pianura che in quegli anni, ma per certi versi ancora adesso, si caratterizza per la ruralità. 

I mostri da combattere fin da subito sono tanti, una Camorra a braccetto con una pessima borghesia e tollerata nei fatti anche dai governanti della città, pronta a sventrare  per sempre quel territorio scacciando i suoi indifesi ospiti contadini, il vero presidio della bellezza di quel territorio oltre ad una piccola comunità ancora più debole; un tema nel tema sulle tolleranze e la conoscenza ed il rispetto dell’altro. Si aggiungono, seguendo la narrazione, il tema dell’ignavia che a volte si sviluppa in buona fede ma può creare danni irreparabili, quello del dogma della Chiesa che non aiuta l’applicazione della vera parola del Cristo oltre ad  un tema scabroso trattato con molta sensibilità e saggezza dall’autore.

Sullo sfondo della vicenda che si dipana in pochi mesi  sentiamo sempre il respiro della natura e le sue stagioni ancora ben definite in quei tempi con un autunno avvolgente, un inverno cupissimo e piovoso ed una primavera che stenta ad arrivare ma che esploderà con tutto il suo Amore nel finale.

L’effetto devastante alla base del racconto, personalmente l’ho potuto osservare direttamente sul luogo nell’immediato post-terremoto. In quella fase l’argine sul dilagare della speculazione edilizia che i protagonisti della storia difendevano insieme a WWF e Italia Nostra con un Antonio Iannello, unico omaggiato con una sua presenza reale oltre al Sindaco dell’epoca, ed una Coldiretti ed il Partito Comunista soggetti che risultavano  ancora un riferimento utile, si ruppe quasi definitivamente.

Oggi non è tutto perduto a ben vedere qualche brano di quella ruralità di qualità resiste ancora e va fortemente tutelato. Il romanzo di Pio fa venire voglia di combattere con saggezza ancora. E’ forte L’impatto alla lettura per chi di noi si è mosso  per la tutela del nostro territorio ma  sono sicuro che per i temi trattati e l’ottima scrittura appassionerà quasi tutti i lettori.

Pio Russo Krauss, medico educatore in ambito sanitario ed ambientale con un forte impegno in ambito sociale ed ecclesiale, é stato presidente del Centro Culturale Giovanile, militante di associazioni ambientali e e pacifiste. E' attualmente il Presidente dell’Associazione "Marco Mascagna".

Il libro è edito da La Valle del Tempo, Napoli. 

Guido Liotti

11.12.23

Un Albero della Pace nel cuore di Napoli a San Domenico Maggiore

Qualche giorno fa, con la solenne benedizione di Padre Gerardo, il priore del Convento di San Domenico Maggiore, è stato inaugurato nel suggestivo Sagrato dell'omonima Chiesa un simbolo tangibile di speranza e pacificazione per il nuovo anno.

L’Associazione Gentle Green Events, Il Caffè Letterario Dom e la redazione di Green News Deal, insieme al Convento di San Domenico Maggiore, hanno presentato un maestoso olivo alto circa 3 metri, un invito alla pace, alla riflessione e alla solidarietà.

In un'epoca segnata da conflitti dilanianti, questo gesto assume un'importanza fondamentale nel richiamare l'attenzione sull'essenza della pace.

Sebbene recentemente gli scontri in Ucraina e a Gaza abbiano monopolizzato i titoli, questo simbolico atto di pace si estende a tutti i territori afflitti da guerre e tensioni.

L'olivo, simbolo universale di pacificazione, è stato accuratamente adornato da un gruppo multiculturale di giovani provenienti da diverse parti del mondo, tra cui Benedizione (Nigeria), Alimata (Siria), Brighi (Costa d'Avorio) e Shamsah (Nigeria). Assieme ad Alessia Verde del Caffé Letterario DOM e Carmine Maturo, Presidente dell'Associazione Gentle Green Events, hanno decorato l'albero con luci, 200 fiocchi multicolori e 50 bandierine della Pace.

Carmine Maturo, Presidente dell'Associazione Gentle Green Events, ha dichiarato: "La costruzione della pace richiede che ognuno di noi diventi un messaggero di pace nella vita quotidiana" ed invita tutti a partecipare attivamente, incoraggiando la condivisione di selfie accanto all'Albero della Pace, accompagnati da un messaggio di pacificazione e utilizzando l'hashtag #NapoliAlberoPace. Ogni post su Instagram con il tag "Dom Santi Bevitori" sarà ripubblicato per diffondere ulteriormente questo messaggio di necessità di pace.

Per ulteriori informazioni e per partecipare attivamente alla diffusione di questo messaggio di speranza e solidarietà, si prega di contattare: Carmine Maturo -  carmine@carminematuro.info

Uniamo le forze per promuovere la pace e la comprensione in tutto il mondo, a partire da se stessi.

28.8.23

Napoli ha bisogno di una linea tranviaria rinnovata. Nostalgia? No, modernità

 

L’interruzione del servizio della linea 2 della metropolitana di Napoli di questi giorni, necessaria per improrogabili lavori di manutenzione delle gallerie, ha praticamente lasciato la città priva di mezzi di trasporto alternativi all’auto privata per spostarsi da Ovest a Est e viceversa.

I disagi e le lamentele di residenti, lavoratori e turisti hanno fatto venire a galla i “passi falsi” commessi nella pianificazione della mobilità cittadina dell’ultimo trentennio, primo fra tutti il depotenziamento e parziale smantellamento della linea tranviaria che attraversava tutta la città, collegando i quartieri occidentali di Bagnoli e Fuorigrotta con piazza Municipio, il porto, la Stazione Centrale e i due assi di penetrazione di Poggioreale e san Giovanni nell’area orientale. 

Ripercorrere i passaggi che hanno portato a suo tempo a questa dissennata scelta sarebbe troppo lungo, quasi quanto rievocare la storia di questo mezzo di trasporto pubblico dalla fine dell’Ottocento ai nostri giorni. Lo sviluppo della metropolitana, le accresciute esigenze del traffico automobilistico ed in particolare l’apertura dei cantieri della linea 6, che ha ripreso il progetto della fantomatica LTR del 1990, cui si sono aggiunti i lavori alla Riviera di Chiaia e l’interminabile rifacimento di via Marina, hanno relegato il tram di superficie ai margini del sistema di trasporto urbano, spingendo già nell’ormai lontano 1998 verso la affrettata decisione di sopprimere la tratta Bagnoli-piazzale Tecchio e, successivamente, anche il tratto da quest’ultimo a piazza Vittoria. 


Appare evidente che, una volta superati i problemi contingenti legati alla realizzazione delle nuove opere (in primis la linea 6 della metro) la direzione da seguire nei prossimi anni non può che essere quella del ripristino e dell’ammodernamento della linea tranviaria, da vedere non come un nostalgico ritorno al passato - come qualcuno superficialmente vorrebbe far credere, evocando atmosfere retrò – ma, al contrario, come una coraggiosa spinta verso la modernità.

Molte città europee, grandi e piccole, stanno riscoprendo e valorizzando infatti i tram moderni perché ne hanno compreso gli enormi vantaggi: facilità di accesso (senza scale ed ascensori per salire e scendere); trazione elettrica, silenziosa e non inquinante perché non brucia benzina, diesel o gas; minori distanze tra le fermate; possibilità per i viaggiatori di percepire lo spazio in cui si trovano (a differenza di quanto avviene nella metro che viaggia in sotterranea per quasi tutta la tratta) e di godere del paesaggio urbano; minori costi di gestione e manutenzione.

Anche Napoli, grazie ad un tracciato già esistente, potrebbe riavere la sua “metropolitana di superficie”, con passaggi frequenti (10 min. al massimo di attesa), estesa da occidente a oriente, che segue in parte la linea costiera ed integra le altre linee su ferro come la linea 1 e le funicolari, che invece seguono prevalentemente la direzione nord-sud.

Gli sforzi e gli investimenti dovrebbero essere concentrati sull’ammodernamento delle tecnologie e sulla riduzione e gestione dei tratti critici, in cui le vetture tranviarie incrociano i flussi di traffico o sono addirittura costrette a viaggiare in sede promiscua, in una difficile convivenza con le automobili private e con gli altri mezzi di trasporto.

Pur guardando con un po’ di ottimismo al futuro, lo scenario attuale mostra molte luci ed ombre a riguardo e talvolta si ha la sensazione che, a livello regionale, si prediligano soluzioni costose e complesse ad altre più semplici che sono quasi a portata di mano. Ad esempio Il collegamento con il nuovo polo museale dell'Albergo dei Poveri può benissimo essere realizzato con una semplice connessione tranviaria con Corso Garibaldi, ma tutto è stato rimandato alla realizzazione della linea 9, la nuova metro che dovrebbe collegare piazza Carlo III alla stazione TAV di Afragola. Un’opera che presenta tempi lunghi, costi di realizzazione molto alti e che, pur raggiungendo Comuni privi attualmente di collegamenti su ferro come Arzano e Casavatore, rischierebbe di diventare un inutile doppione della linea FS esistente.

Tornando al tram moderno, la prospettiva non riguarda solo il territorio cittadino. Nel PUMS metropolitano si propone la "linea di gronda" da Nola a Licola da realizzarsi con sistema tranviario o BRT (Bus Rapid Transit). Il BRT è in corso di realizzazione anche per la trasversale a Napoli Est dal mare a Poggioreale. Il tram potrebbe essere proponibile, fatte tutte le necessarie analisi tecniche ed economiche, anche per le aree periferiche di Ponticelli e Scampia, ad est e a nord, in connessione con i nodi ferroviari.


Sergio Frattini
Vincenzo Russo