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9.3.22

Anna Donati è il nuovo presidente dell'Agenzia Roma servizi per la mobilità. Ha lasciato a Napoli il miglior Piano della Mobilità sostenibile mai attuato.

 “Voglio inviare i miei auguri ad Anna Donati, ex senatrice ed ex Assessora alla Mobilità del Comune di Napoli che da oggi è il nuovo presidente dell'Agenzia Roma servizi per la mobilità.

Anna Donati è fra i maggiori esperti di Mobilità sostenibile in Italia, per questo è stata chiamata a presiedere l'Agenzia di Roma per la mobilità.

La Donati ha lasciato in eredità a Napoli un Piano della mobilità sostenibile elaborato  dall'assessorato alla Mobilità nel corso del suo mandato (assieme a tanti tecnici ed esperti) e tenuto chiuso nei cassetti dei vari Assessorati alla Mobilità che si sono succeduti. Credo sia ora di tirarlo fuori dai cassetti, il Piano Donati era ed è il miglior piano della mobilità per Napoli.”

Lo ha dichiarato Carmine Maturo co-portavoce di Green Italia 

18.11.21

GIORNATA NAZIONALE DEGLI ALBERI E FESTA DELL’ALBERO: 7 punti per salvare il verde a Napoli

In tutta Italia il 21 novembre si festeggia la Giornata Nazionale degli Alberi e le loro indispensabili capacità che permettono la proliferazione della vita:
assorbire l’anidride carbonica e rilasciare ossigeno, prevenire il dissesto idrogeologico, proteggere la biodiversità, mitigare il microclima urbano.
Tutte le regioni italiane sono coinvolte in iniziative dedicate a celebrare l’occasione
Questa giornata è a maggior ragione simbolicamente importante per la città di Napoli, che viene da più di un decennio di abbandono e maltrattamenti del suo patrimonio vegetale e arboreo, che ha ridotto gli alberi di questa città in condizioni davvero difficili e spesso anche pericolose per la loro stabilità.
Le associazioni ambientaliste e sociali cittadine  chiedono una netta inversione di tendenza alla nuova amministrazione di Napoli.
E propongono un’azione immediata su 7 punti essenziali , da attuare subito e quasi a costo zero per la nuova amministrazione
1 Approvazione immediata del REGOLAMENTO DEL VERDE DELLA CITTÀ, già regalato al Comune durante la scorsa amministrazione, elaborato dal gruppo di lavoro scaturito dal tavolo di associazioni, agronomi, archi
tetti paesaggisti ,come primo step del programma individuato nel “Manifesto del Verde” (allegato) ma  purtroppo “dimenticato” in qualche cassetto.
Regolamento di cui Napoli, tra le grandi città italiane,  è l’unica a essere sprovvista e che permetterebbe, una volta approvato, di eliminare tra le altre cose, potature sbagliate, interventi “fai da te” e un anarchia generale nel rapporto con i nostri alberi.
2 Terminare il censimento del patrimonio arboreo cittadino e la sua conseguente pubblicazione in rete sul sito del Comune di Napoli con strumenti informatici georeferenziati innovativi di interazione pubblico /istituzione.
3 Creazione di una Consulta a cui si possano iscrivere tutte le associazioni e soggetti informali come comitati e gruppi civici. Uno strumento innovativo per l’attuazione della convenzione di Aarhus da parte del Comune di Napoli, superando di fatto la funzione solo consultiva delle precedenti esperienze.
Nell’immediato si chiede la formalizzazione di tavoli tematici aperti che operino per il tempo necessario alla creazione della Consulta, anche con la presenza di tecnici professionisti.
4.  È  necessario il  potenziamento del settore verde nella pubblica amministrazione e nella città con nuovi professionisti agronomi, architetti paesaggisti, naturalisti e con giardinieri (ben formati ) che sostituiscano gli ormai tantissimi già andati in pensione .
5 Tutela e incremento della Biodiversità riqualificazione paesaggistica, resilienza ai cambiamenti climatici, qualità  come priorità e obiettivi da perseguire nella progettazione e riqualificazione delle aree verdi pubbliche con azioni che favoriscano habitat di biodiversità e corridoi ecologici .Una modalità di approccio al tema che sia la matrice di lavoro principale alla  base del Piano del Verde dedicato che dovrà essere parte integrante del PUC e del Piano di Adattamento Climatico. 
6. Abolizione del criterio del massimo ribasso nelle gare di progettazione e di esecuzione, a favore del criterio dell’offerta tecnicamente più vantaggiosa. (Il 62% di ribasso nelle ultime gare di manutenzione non è accettabile.) E affidamento dei lavori a ditte con documentata specializzazione nel campo del verde urbano.
7. Partendo dall’assunto  che la biodiversità parte dell’equilibrio tra specie diverse,  è necessaria anche la creazione di un regolamento della tutela degli animali- completo della parte sanzionatoria- in linea con la legge regionale numero 3  dell’ aprile 2019, oltre che di una carta degli animali, che ristabilisca un codice di comportamento tra il volontariato e le istituzioni.

 


Firmatari:

WWF NAPOLI-

LEGAMBIENTE CIRCOLO LETTERARIO PARCO DEL VESUVIO 

LEGAMBIENTE IRIDE

GREEN ITALIA CAMPANIA 

GENTE GREEN

FIAB NAPOLI CICLOVERDI

RICOSTITUENTI PER NAPOLI- coordinamento ambiente ed attività produttive (gruppo civico)

GAZEBO VERDE

HORSE ANGELS O.D.V. 

GEA-ETS

ANIMAL DAY

CambiaMÒ

ASOIM

COMITATO SALVIAMO LA VILLA COMUNALE

PROGETTO NAPOLI

FEDERCASALINGHE

ASSOUTENTI

LAC LEGA ANTIVIVISEZIONISTA

AMPA ODV-OSSERVATORI CIVICI CAMPANIA

CITTADINI CAMPANI PER UN PIANO ALTERNATIVI DEI RIFIUTI

CITTADINANZA ATTIVA IN DIFESA DI NAPOLI

LA MELA INSANA/ORTI URBANI

ROSSO AMBIENTALISTA

COMUNITÀ’ PARCO VIVIANI

COMITATO PORTO SALVO

LET’S DO ITALY

WE ARE URBAN! NAPOLI

COMITATO CIVICO VOMERO.

ACME’NAPOLI

GREENPOLIS

14.10.21

Le Associazioni Ecologiste scrivono al Sindaco Manfredi

Lettera aperta al Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi



Al Sindaco di Napoli

Prof. Gaetano Manfredi


Gentile Sindaco,

alla vigilia del suo insediamento alla carica di Sindaco di Napoli, vogliamo che le giungano i nostri sinceri auguri di buon lavoro.

Auguri necessari per chi si accinge ad un compito importante e prestigioso ma sicuramente carico di forti responsabilità verso una città attanagliata da grandi problemi sociali e ambientali.

Su questi temi, le associazioni ambientaliste le hanno fatto pervenire una piattaforma che ha messo a fuoco proprio le più urgenti emergenze della città: inquinamento atmosferico e acustico, risparmio della risorsa acqua, verde pubblico e privato, rifiuti ed economia circolare, risorsa mare, turismo, lavoro e ambiente, Città Metropolitana e periferie.

Pur non essendo stato possibile incontrarla per un primo confronto, abbiamo molto apprezzato la lettera con la quale ha voluto rispondere al nostro documento e alle nostre sollecitazioni raccogliendo le nostre proposte quali “stimolo prezioso e contributo importante” valutate in sintonia con il suo programma.

Nel nostro documento, grande rilievo è stato da noi posto anche alla questione riguardante la governance e la partecipazione. Ribadiamo infatti anche qui la nostra richiesta affinché i temi ambientali trovino centralità nella sua prossima squadra di governo della città.

Le emergenze dettate dalla crisi climatica e ambientale e il ruolo che le grandi città europee sono chiamate a svolgere, impongono che anche Napoli dia risposte adeguate a queste sfide che ne determineranno la qualità della vita nei prossimi anni.

Le risorse economiche messe in campo dal PNRR, dovranno essere utilmente e prioritariamente impegnate per fornire finalmente risposte agli annosi problemi che affliggono il territorio metropolitano e che ne impediscono una vera rinascita. Ci riferiamo ai problemi dell’inquinamento della Terra dei fuochi, alle bonifiche dell’area est e dell’area ovest della città, al disinquinamento e alla depurazione delle acque, alla rigenerazione e riforestazione urbana, all’abbattimento di CO2 e degli inquinanti atmosferici che fanno di Napoli una delle città più inquinate d’Italia.

Non ci sarà Né ripresa né resilienza senza un adeguato sistema di monitoraggio delle associazioni ecologiste, richieste tra l’altro dall’Unione Europea e senza una discussione pubblica sul PNRR, le cui risorse devono essere declinate per migliorare la qualità della vita e del lavoro dei cittadini, per orientare in senso democratico il cambiamento tecnologico, per garantire una transizione ecologica fondata su uno stretto rapporto tra giustizia sociale e ambientale. La rivoluzione verde intrapresa già da molte città europee e da città italiane come Milano e Torino, deve vedere anche Napoli protagonista.

Un processo di tale portata insomma non può non coinvolgere i cittadini ed associazioni ecologiste.

Chiediamo pertanto che fin d’ora, fra i primi atti dell’Amministrazione, ci sia anche una decisa scelta verso la adozione di nuovi strumenti di partecipazione, più coinvolgenti, più determinanti e vincolanti, per garantire il coinvolgimento della società civile.

Occorre aprire una nuova stagione per la partecipazione dei cittadini alle scelte programmatiche che si andranno a fare su materie che li riguardano direttamente: cantieri partecipati, consulte con parere obbligatorio, tavoli di confronto, partecipazione alla stesura di regolamenti, campagne di sensibilizzazione che garantiscano un dialogo continuo con i cittadini a cui sicuramente andranno chiesti ulteriori sacrifici per contribuire al risanamento ambientale della città.

Le associazioni ambientaliste ribadiscono la richiesta di un assessorato trasversale dedicato alla transizione ecologica, di staff del Sindaco, che sia in stretto collegamento con tutte quelle deleghe che inevitabilmente dovranno essere di volta in volta coinvolte.

Occorre che il nuovo assessorato all’ambiente non cambi solo nome ma diventi strategico per le scelte politiche e di sviluppo della nuova città chiamata ad interpretare, programmare e attuare scelte di radicale cambiamento, che nel breve, medio e lungo periodo, siano in grado di corrispondere alle sfide globali che ci attendono e al green deal europeo.

Anche le associazioni ambientaliste intendono aprire, con la nuova amministrazione comunale, una stagione di confronto e di collaborazione, consapevoli del ruolo assegnato al terzo settore e alla società civile. Intendono dare vita a focus di approfondimento tecnico-scientifico su tutti i temi posti all’attenzione per contribuire a supportare al più alto livello possibile le scelte che coinvolgeranno la città e dar vita ad un osservatorio permanente sulla transizione ecologica in città.

Raccogliamo pertanto, con grande soddisfazione, la sua disponibilità a confrontarsi costruttivamente con noi e a “lavorare molto assieme” per il futuro della città.

Nell’attesa di poterla incontrare quanto prima personalmente, le rinnoviamo gli auguri e le porgiamo i nostri cordiali saluti

Napoli, 14 ottobre 2021


Legambiente Parco Letterario Vesuvio APS

WWF Napoli

Green Italia - Campania

FIAB Napoli Cicloverdi

Gente Green



3.8.21

L’ insostenibile mobilità della funivia dei due Musei sulla città

 

Contributo per Repubblica Napoli del 3 agosto 2021

Carmine Maturo, Co-Portavoce Nazionale Green Italia
Anna Savarese, Presidente Legambiente IRIDE 



La Campania ha prodotto il suo Piano di Ripresa e Resilienza articolando le 6 Missioni su 30 progetti per un importo complessivo di poco più di 17miliardi e 200mila euro. Il vero asse portante del Piano è quello trasportistico (Missione 3) a sfavore anche delle altre 5 Missioni, in particolare della 2 relativa alla “Rivoluzione verde e alla transizione ecologica” i cui fondi dovevano costituire almeno il 37% del totale, destinandoli prioritariamente alla riconversione industriale, all’economia circolare, alla decarbonizzazione, alla rigenerazione urbana nell’ottica delle Green Cities, alle aree protette e infrastrutture verdi. Invece su tale Missione la Regione ha caricato moltissimi progetti relativi alla Missione 3 e cioè alle “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”.

Molte proposte di Mobilità sono il frutto dell’intesa con l'Ente Autonomo Volturno holding (EAV) e riguardano la realizzazione di funivie in tutti i luoghi attrattivi turisticamente. Si spazia dalla funivia del Vesuvio a varie nella Penisola Sorrentino-amalfitana, alla cabinovia lungo la costa flegrea e a Napoli alla funivia di connessione tra il MANN e il Polo Museale di Capodimonte. 

Su tutte le proposte ovviamente le nostre riserve principali consistono nella completa indifferenza ai luoghi di attraversamento, laddove le funivie, a differenza anche delle funicolari o dei treni a cremagliera, non percorrono il territorio ma lo sovrappassano collegando un punto di partenza con un punto di arrivo non soddisfacendo la domanda di mobilità diffusa a servizio dei cittadini e delle attività produttive, sociali e culturali. 

Per la funivia di Napoli la Giunta Regionale della Campania, ha recentemente approvato un finanziamento per la realizzazione della progettazione preliminare e definitiva del collegamento con funivia tra il Museo Archeologico Nazionale e il Museo di Capodimonte di Napoli.  Lo studio sulla funivia che si basa sullo studio di fattibilità realizzato dall'ACAM (Agenzia Campana Mobilità) è stato commissionato dall'Eav (il finanziamento per il progetto è di ben un milione e 348mila euro) e fa parte dei dieci progetti presentati dal governatore Vincenzo De Luca per la città di Napoli. Il progetto costerebbe dai 25 ai 30 milioni e vede già la disponibilità di gestori di funivie a cofinanziarlo, attratti sicuramente dai flussi previsti (960 posti disponibili, con un flusso massimo stimato di 3.300 viaggiatori al giorno) e dai costi dei biglietti. Occorre ora decidere se procedere con il progetto esecutivo con una gara internazionale, data la consistenza dell’importo. 

In sintesi è previsa la realizzazione di una funivia area che in 3 minuti dovrebbe superare un dislivello di 22 metri con un impianto lungo 1,6 km consentendo il collegamento tra il Museo Archeologico e quello di Capodimonte. Le stazioni di testa sarebbero a Piazza San Giuseppe dei Nudi (collegata al MANN con un tapis roulant) e sul Viale Colli Aminei (collegata al Polo di Capodimonte con un sottopasso pedonale). Vista la necessità di queste invasive e consistenti opere a corredo della funivia non si capisce perché non si possa ipotizzare una migliore connessione tra la Stazione Metro dei Colli Aminei e il Polo di Capodimonte.

La proposta, a detta dell’ACAM, sarebbe coerente col "Grande programma per il Centro storico patrimonio UNESCO”. Invece essa, oltre che lontanissima dall’ottica della mobilità sostenibile, è anche in contrasto con le raccomandazioni UNESCO per il Centro Storico ribadite nel Rapporto 2020 degli ispettori col quale si è invitata l'amministrazione di Napoli a trascurare opere sproporzionate per concentrarsi invece su lavori d'ordinaria amministrazione, quali monitoraggio e manutenzione, indispensabili per la salvaguardia dei monumenti della città, ponendo attenzione agli edifici monumentali, alla manutenzione del tessuto urbano, alle infrastrutture ed ai servizi pubblici esistenti in città.

Inoltre anche dal punto di vista dell’efficacia, la proposta della funivia semplicemente elude l’attuale problema di mobilità nel territorio di Capodimonte e, con il suo tragitto limitato e diretto, non indurrà i turisti a visitare il territorio circostante, penalizzando le tante espressioni culturali e sociali in esso presenti e soprattutto l’economia locale. La collina di Capodimonte infatti non è solo il Museo di Capodimonte ma è composta da un triangolo i cui vertici sono: Il Museo Archeologico, L'Albergo dei Poveri con l'Orto Botanico e la Reggia con il Parco di Capodimonte. All'interno di questo “Triangolo della Cultura” ci sono tantissimi attrattori storico-culturali che da questo progetto vengono completamente ignorati: I Vergini, la Sanità, Il Ponte della Sanità, le scale della Principessa Jolanda, Le Catacombe di San Gennaro, l'Osservatorio Astronomico, Il Moiariello ed il Paradisiello, Santa Maria degli Angeli alle Croci, Sant'Eframo Vecchio, l'Osservatorio Astronomico. Da anni Legambiente e Green Italia propongono ai turisti un trekking urbano attraverso la storica passeggiata del Moiariello, proprio per ricordare ai turisti e Amministratori che Capodimonte non è solo Parco e Reggia ma un territorio più vasto che necessita di rilancio economico e mobilità pubblica.

Affrontare il tema della mobilità nel vasto comprensorio di Capodimonte, dei Vergini della Sanità significa usare l’innovazione tecnologica e la logistica dei trasporti (ascensori, scale mobili, minibus elettrici, percorsi ciclabili e pedonali messi in sicurezza) valorizzando la morfologia del territorio, con le sue scale e i suoi percorsi verticali che connettono le tante vie panoramiche adagiate sulle curve di livello, quali Salita Stella, Miradois, Moiariello, Paradisiello, Sant'Eframo Vecchio, Ponti Rossi per citarne solo alcune che costituiscono esse stesse un patrimonio identitario culturale da far conoscere ai cittadini e ai tanti turisti attratti dalla stratificazione insediativa di Napoli.

Infine, e questa è una considerazione di metodo non meno importante di quelle di merito, scelte di tale incisività strategica e di così grande consistenza economica non possono essere fatte senza coinvolgere la cittadinanza in processi partecipativi e oggi soprattutto fuori da possibili strumentalizzazioni elettorali. Proprio per questo intendiamo essere parte propositiva e attiva della nuova stagione amministrativa con il prioritario obiettivo che i fondi messi a disposizione dal PNRR siano spesi presto, ma soprattutto bene, per iniziative e progetti coerenti con la strategia delle Next Generation EU e del Green Deal e da un’amministrazione comunale che sappia porsi in maniera autorevole e collaborativa con tutte le istituzioni e in un dialogo costante con la città, assicurando nuove ed efficaci forme di partecipazione democratica. 


21.7.21

NA’Green Polis: la proposta per “trasportare” Napoli nel futuro.


Siamo ben consapevoli della portata storica e politica delle prossime elezioni comunali, segnate dall’esperienza drammatica della pandemia che ha reso più evidenti le contraddizioni e le fragilità sociali, economiche e ambientali già presenti a Napoli, ma ha anche messo in luce elementi di forza e resilienza del sistema territoriale e nuove opportunità per il progetto di rilancio e di sviluppo della città favorito dal sostegno che ci dà l’Europa per la ripresa e la resilienza. 

Proprio per questo - spiega Carmine Maturo, co portavoce di Green Italia -  gli ecologisti napoletani di Green Italia/Gente Green intendono essere parte propositiva e attiva della nuova stagione amministrativa con il prioritario obiettivo che i fondi messi a disposizione dal PNRR siano spesi presto, ma soprattutto bene, per iniziative e progetti coerenti con la strategia delle Next Generation EU e del Green Deal e da un’amministrazione comunale che sappia porsi in maniera autorevole e collaborativa con tutte le istituzioni e in un dialogo costante con i cittadini, assicurando nuove ed efficaci forme di partecipazione democratica. 

“NA’ Green Polis - continua Maturo -  si rivolge a tutte le forze politiche, economiche e sociali e sintetizza i cinque temi centrali che Green Italia/Gente Green, col supporto dei suoi esperti e attivisti, offrono alle tante associazioni e a tutti i cittadini con cui da sempre interagisce, per costruire insieme la Napoli del futuro: una città che salvaguardando la sua  civiltà millenaria, le sue tante risorse culturali, naturali e paesaggistiche, valorizzi la creatività e l’ingegno, le competenze e le capacità dei tanti giovani, uomini e donne che sono disposti a impegnarsi perché Napoli si  riappropri del ruolo di Polo di eccellenza del Mediterraneo, in coerenza con le grandi sfide di questa fase storica, caratterizzata dall’esigenza di coniugare l’economia con l’ecologia, potendo così  creare sviluppo e occupazione, benessere e salute, proprio nelle azioni di contrasto ai cambiamenti climatici e agli inquinamenti. “


5 punti per Napoli – NA’ Green Polis


1. Mobilità

Nonostante i grandi investimenti sulla rete ferroviaria, Napoli si caratterizza ancora per alti livelli di congestione da traffico, inquinamento atmosferico ed acustico, spazio pubblico degradato e in gran parte ostaggio delle auto. E’ necessario cambiare paradigma, passando da un modello autocentrico, tra i maggiori responsabili della crisi climatica,  a un modello di città 15 minuti, riequilibrando la distribuzione urbanistica delle funzioni territoriali in modo da ridurre gli spostamenti, restituendo lo spazio pubblico delle strade alla sua funzione storica di luogo di relazioni sociali e non a funzione asservita alle auto, sviluppando la mobilità pedonale, ciclistica e il trasporto collettivo. In questo scenario. alla scala comunale e metropolitana è necessario attivare concrete politiche di mobilità sostenibile, con vaste ZTL, assi pedonali di struttura (Piazza Plebiscito/Mergellina), isole pedonali in ogni quartiere, potenziamento del trasporto collettivo e della mobilità dolce.

2. Energia

Le indicazioni a livello europeo, soprattutto con il PNRR, impongono scelte immediate e coraggiose per riconvertire il sistema energetico con la riduzione dell’utilizzo di fonti fossili a favore di quelle rinnovabili. Napoli deve applicare politiche che favoriscano la riconversione dei sistemi energetici cittadini, partendo soprattutto dall’edilizia pubblica (scuole, attrezzature collettive, complessi residenzziali), dai  grandi poli (es. Centro Direzionale, futura Bagnoli etc.),  dalle aree industriali dismesse. Tale scelta dovrà essere in coerenza con i sistemi di produzione piu innovativi (facciate fotovoltaiche, edifici nZeb, etc) e non banalizzata da soluzioni ampiamente superate (pannelli fotovoltaici  su coperture)

3. Città Metropolitana







Gli ultimi anni hanno visto affievolirsi l’attenzione del tema sulla governance dell’area metropolitana, relegando le attività dell’Ente alla semplice funzione di bancomat per la suddivisione delle risorse ai 92 comuni con modalità da manuale Cencelli. La città Metropolitana deve essere tutt’altro e non una sommatoria delle realtà comunali. Vanno definite politiche urbane in grado di realizzare una metropoli policentrica e non schiacciata su una visione fortemente centrata sul capoluogo. Questa “rinascita”  deve partire dalla riqualificazione e rifunzionalizzazione delle aree dormitorio periferiche non solo di Napoli ma dei maggiori centri.  Le periferie devono trasformarsi in nuove centralità, non solo dotate di servizi adeguati ma rifunzionalizzate con attrezzature pubbliche, attività produttive, terziarie, con negozi di vicinato, parchi e attività per il tempo libero, in grado di restituire a questi “non luoghi” le caratteristiche di urbanità tipiche dei centri storici. Altro aspetto di enorme rilevanza è l’esigenza del recupero del rapporto tra le città costiere e il mare, con la riconversione dei porti di Napoli, Torre Annunziata e Castellammare, attraverso interventi finalizzati a liberare tratti inutilizzati dalle attività portuali,  per consentire l’accesso dei cittadini al mare e la continuità tra entroterra e mare, oggi negata da San Giovanni a Castellammare dalla presenza dei porti e del tracciato ferroviario che, in seguito alla realizzazione della linea al passante del Vesuvio, non ha più una sua rilevanza nazionale. Questa nuova condizione consente interventi di trasformazione in modalità ferrotranviaria che eliminerebbe la barriera fisica di separazione tra mare e fascia vesuviana recuperando il rapporto identitario e storico, anche a fini turistici, della Baia di Napoli con i centri costieri che ne fanno parte.


4. Natura in città. Resilienza e Biodiversità: Verde e Blu 

E’ necessario ampliare la rete ecologica urbana ed estenderla a quella metropolitana, che tenga ben presente tutte le preesistenze quali i Parchi e le Aree protette Regionali e Nazionali con le aree verdi che cingono la Città. Occorre creare una greenline che riconnetta tutte le aree esistenti. 

Una Greenline che preveda anche quelle aree che saranno oggetto di forte recupero ambientale, riorganizzazione e sviluppo urbano. In queste aree si dovranno inserire non semplicemente alberi, ma bisogna creare Nuovi Parchi urbani con destinazione plurima, che veda anche un deciso recupero della biodiversità. E’ necessario creare identità verde e trasformarli in luoghi di aggregazione e partecipazione. 

Altrettanto importante è la tutela e valorizzazione del mare, accelerando i processi di bonifica e di depurazione per promuovere Aree Marine Protette e garantire la balneazione non solo a Napoli ma nell’intero golfo su cui si affaccia la Città Metropolitana.


5. Turismo 






Vogliamo un turismo moderno, sostenibile e responsabile, legato al soddisfacimento del criterio di autenticità del contesto territoriale in cui è inserita la comunità. 

L’amore per la propria terra, il rapporto dei residenti con il territorio, è una qualità importante della città, ed oggi è alla base attrattiva di un luogo. “Voler bene” alla terra in cui si vive significa riappropriarsi del proprio territorio, curandolo e valorizzandolo, comunicando il piacere e la voglia di viverci, il che equivale anche a promuoverlo evidenziando le caratteristiche di autenticità e bellezza. 

Napoli non deve darsi l’obiettivo, velleitario e illusorio, di essere la prima città al mondo per arrivi e presenze. Napoli deve darsi un altro obiettivo, quello di essere la Città dove si sta meglio al mondo, dove stanno bene sia i residenti che gli ospiti, e deve trasmettere a tutto il mondo questa percezione e questa realtà, questa deve essere la base per una nuova strategia turistica, questo è il pilastro del turismo sostenibile e responsabile; i risultati arriveranno di conseguenza.


30.4.21

La scomparsa Antonio Prisco leader e sindacalista dei riders campania, ci riempie di dolore.


 

"La scomparsa Antonio Prisco leader e sindacalista dei riders campania, ci riempie di dolore.

Sul suo profilo facebook compare in alto sotto il suo nome una frase di Alexander Langer: “Provate sempre a riparare il mondo”. E’ la frase che recentemente ci ripeteva ogni volta che ci incontravamo per ricordarci la sua anima ecologista. 

Chi ha conosciuto Antonio Prisco lo ricorderà per le sue lotte a sostegno dei più deboli, il suo coraggio e la sua determinazione. 

Ci mancheranno la sua infinita umanità e la sua gioia che ispirava il suo agire quotidiano.

Alla sua famiglia e alla sua compagna vanno le condoglianze e la vicinanza di Green Italia.

Lo hano dichiarato Annalisa Corrado e Carmine Maturo co-portavoce di Green Italia 


17.4.21

Riapre il Real Bosco di Capodimonte. Chiuso nei we

 


Lunedí, con il passaggio in zona arancione della Campania riapre il Real Bosco di Capodimonte. La riapertura non é la risposta alle legittime richieste di residenti ed ecologisti. La domanda che gli amanti della natura e residenti fanno al Ministro é: Perché su uno stesso territorio Comunale l'apertura di un Parco cambia in base alla proprietà e la gestione? 
Cosí anche per i we "arancioni". I  parchi comunali saranno aperti, (Anche quelli definiti storici come la Villa Comunale, il parco Virgiliano o gli stessi giardini del Niccolini - naturale anticamera del Real Bosco) mentre quelli del Mibac saranno chiusi. É a questa domanda che dovrebbe rispondere Franceschini.
Green Italia Campania chiede al Ministro di adeguare l'orario e le giornate di apertura dei parchi di sua competenza a quelli di proprietà comunale che insistono sullo stesso territorio. Lo dichiara Carmine Maturo Co portavoce Green Italia


11.4.21

Riaprire il Real Bosco di Capodimonte.



Finalmente in Campania i parchi sono aperti
– l’ultima ordinanza del Presidente della Regione Campania sulle ulteriori restrizioni messe in atto in Campania decaduta il 5 Aprile, non rinnovata ulteriormente ha permesso infatti di riaprire parchi, piazze, ville comunali, lungomari e giardini pubblici tranne uno, il Real Bosco di Capodimonte, il più grande polmone verde della città. 

Una distesa di 134 ettari di verde negato ai cittadini del quartiere che da quando è stato chiuso corrono o passeggiano lungo il perimetro del Bosco di Capodimonte, nel traffico e sui marciapiedi, tra lo smog, macchine e motorini.

Green Italia Campania, unitamente ai cittadini del gruppo Facebook Capodimonte/Colli Aminei attraverso la sua amministratrice Giuliana de Lorenzo chiedono al direttore Bellenger ed al Ministro Franceschini che il Real Bosco, essendo non solo un parco storico ma da sempre anche un parco cittadino, si adegui all'apertura degli altri parchi urbani della città di Napoli e dare la possibilità ai cittadini del quartiere di fruire in sicurezza del loro Parco.

Sarebbe pertanto auspicabile, un incontro con il direttore Sylvain Bellenger con l'obiettivo di chiedere una deroga al Ministero e ridare la possibilità di fruizione ai soli residenti del quartiere, in tutta sicurezza, visto che in zona rossa per i residenti di altri quartieri è vietato spostarsi.

 Questo quanto dichiarano Carmine Maturo co-portavoce Green Italia, residente di Capodimonte e Giuliana de Lorenzo Cons. Municipalità 3

4.1.21

La protervia e la fragilità’ - La vicenda del Vigliacco pestaggio di un rider a Napoli.

Carmine Maturo - Enzo Russo



Nella vicenda del vigliacco pestaggio di un rider da parte di delinquenti, la violenza delle immagini ci catapulta “fisicamente” nella dura realtà che quotidianamente tanti lavoratori devono affrontare per guadagnare un tozzo di pane.

La protervia dei sei vigliacchi - assolutamente non motivabile da ragioni di disagio sociale, giovanile etc. - e la fragilità del lavoratore impongono riflessioni sulle nostre città, sulla desertificazione dovuta alla pandemia, sul degrado urbano e sulle insufficienti condizioni di sicurezza e di precarietà che caratterizzano il lavoro dei riders e in generale della qualità della vita urbana. Se ci si sofferma infatti sulla vicenda, appare evidente che, se il fatto non fosse stato ripreso da un coraggioso cittadino determinando la successiva solidarietà dei napoletani (12.000,00 euro raccolti in poche ore per ricomprare lo scooter), la vittima, oltre ai danni fisici e morali, sarebbe stato privato del suo unico mezzo di sussistenza che, in questo periodo, gli consente di “compensare” la perdita del lavoro di macellaio. In questo quadro, occorre fare una riflessione su come, attraverso la rigenerazione e la manutenzione urbana, si possa uscire dal degrado delle città, subdolo complice della microcriminalità.
In una società civile che ha il dovere di fornire a tutti garanzie per svolgere le proprie attività, anche quelle precarie o poco remunerative, con un minimo di tutela, sarebbe opportuno individuare un Fondo nazionale di garanzia sociale con forme compensative di carattere economico e assicurativo che consentano ai riders di svolgere la propria attività con maggiore serenità

16.12.20

Green Italia: La pista ciclabile Vesuviana non deve essere una scusa per smantellare la rete ferroviaria, vitale per il Porto di Torre Annunziata e per il trasporto pubblico locale

di Carmine Maturo - coportavoce Nazionale di Green Italia

La realizzazione di una pista ciclabile non puo’ essere la foglia di fico per smantellare il trasporto ferroviario.

L’area metropolitana di Napoli è tra quelle storicamente più infrastrutturata dal punto di vista ferroviario ma ciò non significa che questo automaticamente risponda adeguatamente alle esigenze di mobilità dei cittadini.
Oggi, infatti, l’inadeguatezza dei servizi offerti dagli Enti Gestori comporta un progressivo allontanamento dei cittadini. In questo quadro la soluzione non è quella di ridurre il trasporto su ferro ma di migliorarlo fornendo servizi adeguati, soprattutto per le caratteristiche ecocostenibili del sistema ferroviario e di quello tramviario, poco inquinante.

In parallelo l’incremento della mobilità ciclistica è un obiettivo primario per offrire ai cittadini valide soluzioni di trasporto, soprattutto nel raggio degli spostamenti entro 6 km, rappresentando la bici la migliore soluzione in termini economici e di sostenibilità ambientale.

Una visione strategica di pianificazione dei trasporti, quindi, dovrebbe ipotizzare soluzioni integrate che ottimizzino il trasporto ferroviario e tramviario con la previsione di una vasta rete ciclabile in ambito urbano e di adduzione alle stazioni ferroviarie per favorire l’intermodalità tra i due sistemi.

In questi anni la Regione Campania non si è distinta per portare avanti ragionamenti di mobilità sostenibile in linea con questi principi, non dotandosi, unica Regione in Italia, dell’obbligatorio Piano Regionale della Mobilità Ciclistica.

Ma, al di fuori di qualsiasi strumento di pianificazione e, anzi, in contrasto con il Piano Strategico della Città Metropolitana di Napoli e il Piano del Parco Nazionale del Vesuvio, ha deciso di “smantellare” la linea ferroviaria Torre Annunziata – Cancello per realizzare una pista ciclabile per 9 milioni di euro su pochi km, con costi medi superiori di dieci volte quelli ordinari per costruire normalmente una pista ciclabili ma  “utili e necessari” per smantellare il tratto ferroviario.

In tal modo si marginalizza il porto di Torre Annunziata rispetto a quelli di Salerno e di Napoli, privandolo di collegamenti ferroviari diretti con gli interporti di Nola e Marcianise.

Inoltre la distruzione del tracciato ferroviario priva i comuni dell’area vesuviana di utilizzare un potenziale sistema misto ferrotramviario a servizio di un agglomerato ci circa 200.000 abitanti.

In questo quadro Green Italia Campania chiede con forza al Presidente De Luca di tornare sui suoi passi con una scelta antistorica e di rivedere il progetto prevedendo il funzionamento della ferrovia e la realizzazione di un asse ciclabile parallelo.

9.9.20

Sei veramente un candidato ecologista?

 



Spesso, durante le  fasi preelettorali, in particolare questa, scatta il fenomeno del Greenwashing.

Gran parte dei candidati si riempie la bocca, ma non il cervello e nemmeno di fatti, di temi ecologisti, attraverso un'operazione mediatica di greenwashing.

Ma cosa è greenwashing? E' una strategia di comunicazione di certe imprese finalizzata a costruire un'immagine di sé ingannevole sotto il profilo  della sostenibilità e il rispetto dell'ambiente

Il Greenwashing lo si usa anche in politica ed in particolar modo in questo periodo di aumentata sensibilità verso la tutela dell'ambiente.

Gli attivisti di Green Italia Campania lo sanno bene e per questo motivo hanno stilato un documento, degli ecoimpegni, un contratto tra elettori, ecologisti e candidati.

I candidati potranno sottoscrivere il documento sabato 12 settembre dalle 15,30 alle 19,00 presso palazzo Venezia in Via Benedetto Croce 19 Napoli.

Green Italia si impegna a diffondere, attraverso i propri canali, l'elenco dei candidati sottoscrittori, ma anche a controllare, nel caso venissero eletti se il patto sarà mantenuto.

Ecco gli ecompegni stilati dagli ecologisti di Green Italia


19.6.20

Green Italia: Una Campania diversa è possibile, più socialmente ed ecologicamente giusta

In questi giorni di esami si sta concludendo la consiliatura regionale e il gruppo campano di Green Italia intende valutare i 5 anni di Governo della Giunta Regionale.
L’operato nel campo dei temi ambientali in questi anni da parte della Giunta regionale, presieduta da De Luca, in pratica è stato pressoché inesistente. Laddove
 si sono operate scelte nel settore, sono state disastrose.
Si veda, ad esempio, le nomine dei presidenti degli enti parco regionali, fatte senza che si tenesse sempre conto delle competenze nel campo della conservazione della natura e/o della tutela del paesaggio dove necessario. Le conseguenze sono state, nel migliore dei casi, lo stallo dei parchi e delle riserve naturali, nei casi peggiori l'abbandono con il conseguente degrado di ambienti naturali e di biodiversità.
Ciò ci rattrista ancora di più se si pensa che è stato operato da enti che, al contrario, hanno il compito di tutelare la natura e non trascurarla. Ma è l’intero operato della Giunta che non si è minimamente ispirato a politiche ecologiste. Dalla mobilità, che nulla ha avuto a che vedere con i concetti di sostenibilità, all’assenza di qualsiasi intervento contro il consumo di suolo che, anzi, è proseguito come se nulla fosse.
Sulla mobilità vale la pena ricordare le promesse fatte in campagna elettorale sull’ammodernamento della rete del trasporto pubblico su rotaia.
E che dire della gestione dei rifiuti? Qualcuno ricorda una iniziativa in questi cinque anni per migliorare la situazione e contrastare le discariche abusive?
Qualcuno ricorda una iniziativa della Giunta per contrastare il fenomeno della cosiddetta “terra dei fuochi”? Addirittura è stata abbandonata a sé stessa una delle realizzazioni più apprezzate in campo europeo di riqualificazione di suoli abbandonati con metodi naturali. Uno dei primi casi in Italia, e che poteva, quindi, anche rappresentare un momento di visibilità politica in positivo, è stato del tutto ignorato e poi abbandonato. Eppure quello della bonifica della “terra dei fuochi” è stata uno degli impegni presi in campagna elettorale.
Qualcuno ricorda interventi della Giunta Regionale per lo sviluppo del settore delle materie prime seconde, per il risparmio energetico, per favorire il fotovoltaico da tetto, per l’incremento e la tutela del verde urbano, per la lotta al cambiamento climatico?
Qualcuno è riuscito a comprendere la politica sui beni culturali, sulla sostenibilità del turismo, sull’agricoltura, sul Fiume Sarno dove c’era da scegliere tra il devastante progetto ereditato dalla precedente giunta e le proposte degli ecologisti?
Qualcuno ha mai sentito pronunciare dal Presidente De Luca parole in merito a questi temi? Eppure la capacità oratoria, lo abbiamo visto con l’emergenza COVID, non manca al nostro Governatore.
A questo punto sorge spontanea un’altra domanda. Perché per contrastare il terribile fenomeno della terra dei fuochi non ha usato la stessa tenacia, la stessa determinazione, lo stesso impegno economico e di uomini che ha utilizzato per contrastare la recente epidemia?
Non sa che l’inquinamento ha ucciso e ucciderà ancora molte più persone dell’epidemia?
In Campania in questi anni si è continuato a perseguire una politica di arretratezza nelle politiche ambientali come se la questione non esistesse. Una politica vecchia, superata dagli eventi. Una politica che, se dovesse proseguire, ci porterà ad un ritardo programmatico, economico, sanitario e ambientale notevole rispetto al resto d’Europa.
Al contrario la Campania che vogliamo deve essere la protagonista attiva del NEW GREEN DEAL se vuole vincere economicamente, socialmente ed ecologicamente. La nostra priorità è contribuire al superamento della attuale e sempre più devastante crisi economica, finanziaria e sociale.
La crescita economica deve puntare sulla green economy e sull’economia circolare: un’economia imperniata sui principi di equità, giustizia, solidarietà. Principio essenziale dovrà essere il rispetto delle persone e dei territori, l’uso etico ed ecologicamente sostenibile dell’ambiente, delle risorse naturali e dei beni comuni.
E' necessario promuovere e finanziare un nuovo turismo di qualità non fatto soltanto di stelle o di rapporto prezzi/servizi, ma anche di rapporti ecologicamente e umanamente corretti per ridurre al minimo gli aspetti negativi degli impatti sociali, culturali e ambientali, tutelare i nostri centri storici dalla gentrificazione e i nostri territori dalla distruzione ecologica in nome di un turismo irrispettoso e di un falso benessere.
Basta con l’economia e finanziamenti a chi produce inquinamento, danni alla salute, disastri climatici, e che contribuisce ad ampliare le diseguaglianze sociali e a far crescere la povertà.
Ci batteremo contro ogni tentativo di appropriazione dei beni comuni sia materiali sia immateriali: dall’acqua al suolo, dal sistema scolastico a quello sanitario.
Riteniamo che la salute dei cittadini sia un bene assoluto da preservare e tutelare, fino ad oggi troppo spesso minacciato da chi inquina e avvelena i nostri territori.
Noi ci saremo, sempre vigili e in prima linea, anche fuori dalle istituzioni perché siamo convinti che una Campania diversa è possibile: più socialmente ed ecologicamente giusta.

29.4.20

Fase 2: Ripartiamo col Piede Giusto


Ripartiamo col piede giusto, difendere l'ambiente vuol dire tutelare la salute di tutti:
Si riparte ma Ripartiamo col piede giusto.

Una campagna e un appello lanciata da Green Italia Campania per affrontare con una nuova visione la crisi sanitaria, economica ed ecologica.

“Possiamo ripartire col piede giusto se ci occupiamo anche della questione climatica, con un Green New Deal Regionale, che significa anche occuparsi di salute e sicurezza del territorio, di ricerca e innovazione, di lavoro ed economia. – dichiara Carmine Maturo co-portavoce di Green Italia – Dobbiamo occuparci di riorganizzare la nostra società e di ripensare le nostre città, magari organizzate in strutture policentriche per evitare gli spostamenti, con scuole all’aperto, smart working organizzati, con una sanità preventiva e vicina ai cittadini.
Soprattutto – continua Maturo – dobbiamo mettere in sicurezza la mobilità pubblica e incentivare quella leggera, pedonale – con percorsi protetti e messi insicurezza come le scale di Napoli – e ciclistica aumentando le piste ciclabili.”

Bisogna Ripartire col piede giusto e smettere di finanziare imprese e aziende che inquinano, è necessario invece garantire incentivi a chi intende riconvertire ecologicamente la propria attività.

Valorizzare l’agricoltura biologica, le aziende che innescano sistemi di economia circolare, quelle che usano o producono energia pulita, quelle che promuovono un turismo sostenibile per il territorio e giusto per i residenti.

“Con questo spirito e queste riflessioni, – conclude Maturo – GreenItalia Campania partecipa al dibattito in corso con un appello alle istituzioni e ai cittadini e con la convinzione che difendendo l’ambiente si tutela anche la salute di tutti.”

Ripartiamo col piede giusto è un appello accompagnato da una campagna di video messaggi che saranno pubblicati ogni giorno sulla pagina facebook di Greenitalia Campania.

Hanno già garantito la loro testimonianza con i video messaggi l’attore Patrizio Rispo, la cantante Daniela Fiorentino, l’ecomusicista Maurizio Capone, la cantautrice Giovanna Panza, l’attrice Cinzia Mirabella, l’educatore ecologista Guido Liotti, la danzatrice Ambra Marcozzi, l’attore Sergio Longobarti, l’artista Dolores Melodia, l’attrice Tiziana T’irrito, la regista Cristiana Liguori e tanti altri.

Sottoscrivi anche tu l'appello sulla piattaforma change.org http://chng.it/rtkZvH8S9m

il video messaggio di Carmine Maturo che lancia l’appello https://youtu.be/llDaOlQVlLY

Le testimonianze di sostegno alla nostra campagna "Ripartiamo col piede Giusto"


 Ripartiamo col Piede Giusto i videomessaggi sul nostro Canale Youtube.


 

22.4.20

Earth Day: Green Italia, il mondo non aspetta, i 5 pilastri per rialzare l’economia

Oggi festeggiamo la Terra. Le proposte per salvare il Pianeta, dallo smart Working all’efficienza energetica, fino all’End of Waste
 
Roma, 22 aprile 2020. Il 50° Earth Day, segnato dalla quarantena, ci ricorda che il vecchio modello economico ha fallito e che esistono strategie mature per rialzare l’economia garantendo un futuro vivibile.

“Dobbiamo rialzare il paese e occuparci della questione climatica che significa anche occuparsi di salute e sicurezza, di ricerca e innovazione, di lavoro ed economia. – lo dichiarano Annalisa Corrado e Carmine Maturo portavoce di GreenItalia– Dalla conversione ecologica all’adozione di un modello di sviluppo rispettoso dell’ambiente si può creare una nuova economia e nuovi posti di lavoro stabili e sostenibili. Ma certo la transizione ha bisogno di adeguate politiche industriali, non solo parole. Per affrontare la crisi climatica abbiamo bisogno di coraggio e radicalità, a partire dallo stop ai 19 miliardi di sussidi alle economie fossili e estrattive”.
Queste le cinque proposte salva-Paese che si possono realizzare già da subito.

Durante questi mesi di lockdown l’Italia e il mondo hanno dimostrato che la tecnologia è matura per permettere di lavorare senza intasare le strade, migliorando la produttività degli impiegati. Come da più parti si dichiara, bisogna prendere il buono da quanto sta accadendo e trasformare lo smart working in modus operandi, migliorando la vita dei cittadini.
Per recuperare i piccoli esercenti, falcidiati dalla quarantena e dall’avvento dell’e-commerce, l’unica soluzione è riconsegnare la città ai cittadini mettendo in sicurezza il trasporto pubblico e stimolando la mobilità leggera, anche in sharing. Biciclette, e-bike e monopattini elettrici, oltre che alleggerire il traffico, permettono maggiore visibilità ai commercianti e uno sprone per i cittadini all’utilizzo di servizi.
Garantire al polmone economico del paese le fondamenta per ripartire. Alle piccole e medie imprese che hanno investito o vorranno investire nell’autoconsumo di energia elettrica devono essere riconosciute tariffe di ritiro dell’energia elettrica eque e convenienti. Oltre a supportare le PMI italiane, per garantire al Paese la sicurezza energetica.
La tanto citata edilizia ha tutte le potenzialità per riprendere a correre sfruttando la vera esigenza del paese: l’efficientamento energetico e la riqualificazione degli edifici. L’efficienza energetica deve diventare l’arma per garantire al mercato ormai saturo dell’edilizia, un nuovo futuro; serve però un quadro normativo stabile e coerente.
Inoltre l’attesa legiferazione su “end of waste” (che paralizza una parte delle aziende del Paese da anni, bloccando l’economia circolare) permetterà il recupero delle risorse, per poter ridurre le spese e aumentare la competitività delle aziende.
“Con questo spirito e queste soluzioni, – concludono Corrado e Maturo – GreenItalia partecipa ai festeggiamenti per l’Earth Day, chiedendo a tutti di festeggiare il pianeta difendendolo”

#ripartiamocolpiedegiusto

18.4.20

Appello di Green Italia Campania per ripartire col piede giusto



La fase più critica di questa Pandemia sta per essere superata e adesso è il momento di ripensare alla ripresa socioeconomica della nostra comunità. Un fatto inequivocabile è che la vita non sarà più la stessa. Tuttavia, seppure sembra difficile immaginarlo ora, può e deve diventare migliore. Questa tragedia ci ha reso consapevoli che le trasformazioni che l’uomo ha messo in atto nel pianeta terra hanno comportato danni e conseguenze gravissime. Questa pandemia ne rappresenta uno dei tanti aspetti. 
Uno studio avviato dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), redatto in collaborazione con le Università di Bari e di Bologna, pone l’attenzione sull’effetto dell’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione di virus nella popolazione, individuando il ruolo del particolato atmosferico come “carrier”, cioè come vettore di trasporto e diffusione per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus, e la sua condizione di substrato che può permettere al virus di rimanere nell’aria in condizioni vitali.
Sembra accertato che a livelli più alti di inquinamento atmosferico corrisponda una più larga diffusione dei virus.
Non dobbiamo trascurare il fatto che l’inquinamento dell’aria, a prescindere dall’attuale pandemia, provoca in ogni caso numerosi morti premature in Europa e l’Italia ha il valore più alto dell’Ue di decessi prematuri per biossido di azoto (NO2, 14.600 persone/anno stimate).
Questo dato impone una riflessione. Soprattutto destano meraviglia le immagini dell’aquila minore avvistata a Napoli, le foto che riprendono le acque ora cristalline di Posillipo e ancor più stupefacente la ritrovata purezza delle acque del fiume Sarno.
I commenti di tutti noi, che ascoltiamo e leggiamo sui social, confermano la riscoperta di una natura finalmente ritrovata. Quanti in questi giorni si sono risvegliati con il sottofondo del cinguettio degli uccelli e hanno potuto aprire le finestre per far entrare in casa un’aria finalmente pura. Questa è sicuramente una conquista insperabile. 
Non possiamo, non dobbiamo tornare indietro.
E’ l’occasione per cominciare a pensare ad un diverso modo di vivere il nostro Paese, e ad un diverso significato della parola “sviluppo” da intendere non più solo come impulso a crescere e consumare, e quindi a ridurre i servizi ecosistemici. 
Il premio Nobel per l’economia Kenneth Boulding affermava “Chi crede che sia possibile una crescita infinita in un mondo finito o è un pazzo o è un economista”.   
E’ da qui che dobbiamo ripartire col piede giusto, da questa consapevolezza e ripensare quindi il concetto di opere pubbliche, opere che, come dice il nome, devono servire al pubblico, alla collettività.

4.4.20

Il 7 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Salute. Green Italia aderisce all’appello dalla rete italiana del Movimento dei Popoli per la Salute

Il 7 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Salute.

Mai come quest’anno è giusto e necessario ricordarla con una grande memoria di mobilitazione collettiva.
Mai come in queste settimane abbiamo compreso l’importanza della salute come bene comune, e il valore di un sistema sanitario pubblico. E allora diamo il nostro segnale immediato. Ingabbiati a casa come siamo nella lotta alla pandemia, prepariamoci al 7 aprile 2020 con una giornata di azione a sostegno del diritto alla salute e di sistemi sanitari pubblici equi ed efficaci, universalisti e integrati sui territori.
Green Italia aderisce all’appello dalla rete italiana del Movimento dei Popoli per la Salute (People’s Health Movement) e dalla Campagna Dico32- Salute per tutte e tutti . Un appello più forte che mai quest’anno per sensibilizzare opinione pubblica, associazioni e istituzioni sull’importanza di un piano di tutela della salute e del Servizio Sanitario Nazionale, alla luce delle criticità strutturali e di governance che Covid-19 ha fatto emergere. La mobilitazione italiana si inserisce nella azione europea dal titolo inequivocabile: Our health is not for sale, la nostra salute non è in vendita.

30.3.20

Virus: nuovi stili di vita, nuovi modelli di città.

Enzo Russo, architetto
Ufficio di Presidenza Green Italia


“Distanziamento sociale”. Questo sarà il criterio base che dovrà governare la vita sociale del dopo coronavirus, non solo per i pericoli legati a fenomeni di ritorno ma anche per prevenire la potenziale diffusione di sconosciuti virus legati agli effetti climatici.
Questa prospettiva sminuisce alla base l’idea formativa della città come luogo di relazioni, di scambi e di aggregazione sociale, come si è sviluppata nel corso della storia delle civiltà.
A titolo di esempio, basti ricordare le indicazioni del re del Marocco a Fabrizio Carola, architetto napoletano che operava in Africa, per “urbanizzare” un luogo. “Costruisci la moschea, il municipio, il mercato e avrai creato le condizioni per far nascere una nuova città”.
Con la pandemia del Coronavirus si ribaltano del tutto questi concetti. All’idea base dell’aggregazione, vitale per un essere sociale come l’uomo, si contrappone l’obiettivo del “Distanziamento Sociale”.
Allora è necessario che, rispetto ai nuovi stili di vita imposti da queste emergenze globali, si sviluppino modelli urbanistici in grado di rispondere alle nuove esigenze in un’ottica di “Città disaggregate”.
Ma queste scelte non possono svilupparsi che nei tempi lunghi dell’urbanistica. Per rispondere all’attacco dei virus è necessario intervenire anche in tempi brevi e con strumenti di programmazione agili di riorganizzazione urbana.
Le scelte dovranno necessariamente svilupparsi in uno scenario che prenda atto del fallimento della globalizzazione e dello sfruttamento capitalistico del pianeta, con indicazioni mirate a ribaltare, alla scala globale e a quella locale, gli attuali modelli di vita.

28.3.20

Vogliamo città sane e società giuste!


Anna Savarese, Architetto
direttivo Green Italia Campania

In un mondo globalizzato occorre che i temi della salute, del clima e delle diseguaglianze diventino prioritari nelle agende governative e che la rete di solidarietà che è nata in queste settimane di emergenza del Coronavirus si rinsaldi e si consolidi nella normalità futura che vogliamo. I cali poderosi dei tassi d’inquinamento dovuti al blocco pressoché totale delle attività e degli spostamenti, il maggiore ricorso al telelavoro, allo smart working, ai meeting in rete, hanno dimostrato che basterebbe una decisione, dettata non dalla paura del contagio ma da una scelta razionale e saggia concertata a livello globale per implementare e sviluppare queste metodiche e per ridurre il riscaldamento globale e l’inquinamento.
Tutto ciò non può prescindere da una riflessione sui modelli insediativi. La forte concentrazione di popolazione in aree densamente abitate ha sicuramente favorito l’espansione esponenziale del contagio, così come la scarsa attenzione ai temi della salute riposta nella pianificazione ha progressivamente aumentato il consumo di suolo, la perdita del verde e soprattutto della biodiversità, acuendo i livelli di inquinamento.