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9.2.24

Associazioni di categoria, ambientalisti e sindacati: insieme per una nuova legge di governo del territorio in Campania

Oggi presso il dipartimento di Architettura si è tenuta una grande giornata di confronto democratico, di idee e di partecipazione tra le associazioni ambientaliste e di tutela del paesaggio, organizzazioni sociali e sindacali autoconvocatesi, ancora una volta, in opposizione al DDL di modifica della legge 16/04. L’intento, scaturito dall’incontro, è stato quello di lavorare insieme per elaborare una nuova e moderna legge di governo del territorio in Campania.

La proposta, articolata collettivamente nell’corso dell’intera giornata, per una nuova e moderna legge, grazie alla convinta adesione dei livelli nazionali, è così divenuta di interesse nazionale. La loro presenza, infatti, ha consentito di inquadrare la problematica campana nel più generale scenario nazionale e comunitario, sottolineando l’enorme distanza tra i contenuti e i reali obiettivi del DDL e le urgenze costituite dai repentini cambiamenti climatici e dalle tante opportunità offerte dalla visione strategica del green deal e della transizione ecologica.

Si è così raggiunta tra associazioni ambientaliste, di categoria, sindacali e sociali, una condivisione di opinioni ed una convergenza di obiettivi nell’unanime volontà di proseguire i lavori nell’elaborazione della legge da parte di soggetti promotori e di quelli che man mano, anche oggi, hanno aderito.

A conclusione della giornata democratica di confronto e di partecipazione è stato istituito un Tavolo di lavoro che avrà come obiettivo la scrittura di una nuova e moderna legge di governo del territorio per una rigenerazione urbana e territoriale, adeguata ai temi posti dai cambiamenti climatici e alle tante urgenti e improrogabili esigenze ecologiche, ambientali e socio-economiche della Campania.

La nuova legge, che dovrà fondarsi sulla partecipazione collettiva, si proporrà tra l’altro di:

  •           non confliggere con le norme costituzionali inerenti alla tutela del paesaggio e della biodiversità;
  •      azzerare concretamente e in tempi ravvicinati il consumo di suolo, salvaguardando il territorio naturale e coltivato, anche all’interno dei perimetri urbani e delle aree intercluse che contengono ancora suolo vivo;
  •       integrare la pianificazione territoriale con quella paesaggistica;
  •           procedere ad una riorganizzazione politico-amministrativa dell’armatura urbana regionale;
  •      garantire il risanamento dell’ambiente, nonché il ripristino degli ecosistemi naturali, terrestri e marini, in particolar modo di tutti gli interventi in aree SIN e SIR (Siti di Interesse Nazionale e Regionale);
  •       salvaguardare i centri storici, favorendo il recupero del patrimonio culturale in essi racchiuso
  •     affrontare e contrastare normativamente i fenomeni di gentrificazione e di espulsione degli abitanti, degli studenti, degli artigiani e del commercio storico dalle aree centrali, indotta da processi speculativi basati sull’incremento della rendita immobiliare;
  •        promuovere una rigenerazione urbana, territoriale e ambientale che non si limiti ad aspetti edilizi, ma che dia soprattutto risposte ai bisogni sociali, culturali ed economici delle comunità insediate, garantendo nel contempo nuova occupazione stabile, di qualità e sicura, soprattutto alle fasce giovanili.

Il Tavolo di lavoro istituito oggi, con questa straordinaria partecipazione, forse mai registrata prima in Campania, sarà un Tavolo permanente. Oltre alle nuove adesioni, acquisite durante la giornata, resterà aperto al contributo di cittadini, associazioni, rappresentanze di categorie ed istituzioni, che saranno concretamente interessate al benessere sociale dei cittadini, delle città e del territorio della Campania.

Primo appuntamento del Tavolo di lavoro sarà una prossima autoconvocazione presso la sede del Consiglio Regionale a cui, come per la giornata di oggi, saranno invitate tutte le rappresentanze istituzionali deputate all’approvazione della legge.

ADA Donne Architetto – A.N.F.S.U. (Associazione nazionale di filosofia e scienze umane) - A.N.T.A.R.E.S. - AIR, Architetti in Rete - ARCI Campania – Associazione Amici di Ideacittà - Ass. Marco Mascagna – Associazione Percorsi Napoletani - CGIL Campania - Casartigiani Campania - CIA Campania - Confartigianato - CNA Costruzioni Campania - FIAB - Fillea CGIL Campania - FLAI CGIL Campania - Gente GREEN - Gentle Green Events - Italia Nostra - Legambiente - MaiPiùAmianto - Nu.Ri.Ge. Nuove Ri-Generazioni – RETE Set - Rete Sociale No Box - Rigenera Campania - SPI CGIL Campania - UDU - VAS -WWF Italia.

14.10.21

Le Associazioni Ecologiste scrivono al Sindaco Manfredi

Lettera aperta al Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi



Al Sindaco di Napoli

Prof. Gaetano Manfredi


Gentile Sindaco,

alla vigilia del suo insediamento alla carica di Sindaco di Napoli, vogliamo che le giungano i nostri sinceri auguri di buon lavoro.

Auguri necessari per chi si accinge ad un compito importante e prestigioso ma sicuramente carico di forti responsabilità verso una città attanagliata da grandi problemi sociali e ambientali.

Su questi temi, le associazioni ambientaliste le hanno fatto pervenire una piattaforma che ha messo a fuoco proprio le più urgenti emergenze della città: inquinamento atmosferico e acustico, risparmio della risorsa acqua, verde pubblico e privato, rifiuti ed economia circolare, risorsa mare, turismo, lavoro e ambiente, Città Metropolitana e periferie.

Pur non essendo stato possibile incontrarla per un primo confronto, abbiamo molto apprezzato la lettera con la quale ha voluto rispondere al nostro documento e alle nostre sollecitazioni raccogliendo le nostre proposte quali “stimolo prezioso e contributo importante” valutate in sintonia con il suo programma.

Nel nostro documento, grande rilievo è stato da noi posto anche alla questione riguardante la governance e la partecipazione. Ribadiamo infatti anche qui la nostra richiesta affinché i temi ambientali trovino centralità nella sua prossima squadra di governo della città.

Le emergenze dettate dalla crisi climatica e ambientale e il ruolo che le grandi città europee sono chiamate a svolgere, impongono che anche Napoli dia risposte adeguate a queste sfide che ne determineranno la qualità della vita nei prossimi anni.

Le risorse economiche messe in campo dal PNRR, dovranno essere utilmente e prioritariamente impegnate per fornire finalmente risposte agli annosi problemi che affliggono il territorio metropolitano e che ne impediscono una vera rinascita. Ci riferiamo ai problemi dell’inquinamento della Terra dei fuochi, alle bonifiche dell’area est e dell’area ovest della città, al disinquinamento e alla depurazione delle acque, alla rigenerazione e riforestazione urbana, all’abbattimento di CO2 e degli inquinanti atmosferici che fanno di Napoli una delle città più inquinate d’Italia.

Non ci sarà Né ripresa né resilienza senza un adeguato sistema di monitoraggio delle associazioni ecologiste, richieste tra l’altro dall’Unione Europea e senza una discussione pubblica sul PNRR, le cui risorse devono essere declinate per migliorare la qualità della vita e del lavoro dei cittadini, per orientare in senso democratico il cambiamento tecnologico, per garantire una transizione ecologica fondata su uno stretto rapporto tra giustizia sociale e ambientale. La rivoluzione verde intrapresa già da molte città europee e da città italiane come Milano e Torino, deve vedere anche Napoli protagonista.

Un processo di tale portata insomma non può non coinvolgere i cittadini ed associazioni ecologiste.

Chiediamo pertanto che fin d’ora, fra i primi atti dell’Amministrazione, ci sia anche una decisa scelta verso la adozione di nuovi strumenti di partecipazione, più coinvolgenti, più determinanti e vincolanti, per garantire il coinvolgimento della società civile.

Occorre aprire una nuova stagione per la partecipazione dei cittadini alle scelte programmatiche che si andranno a fare su materie che li riguardano direttamente: cantieri partecipati, consulte con parere obbligatorio, tavoli di confronto, partecipazione alla stesura di regolamenti, campagne di sensibilizzazione che garantiscano un dialogo continuo con i cittadini a cui sicuramente andranno chiesti ulteriori sacrifici per contribuire al risanamento ambientale della città.

Le associazioni ambientaliste ribadiscono la richiesta di un assessorato trasversale dedicato alla transizione ecologica, di staff del Sindaco, che sia in stretto collegamento con tutte quelle deleghe che inevitabilmente dovranno essere di volta in volta coinvolte.

Occorre che il nuovo assessorato all’ambiente non cambi solo nome ma diventi strategico per le scelte politiche e di sviluppo della nuova città chiamata ad interpretare, programmare e attuare scelte di radicale cambiamento, che nel breve, medio e lungo periodo, siano in grado di corrispondere alle sfide globali che ci attendono e al green deal europeo.

Anche le associazioni ambientaliste intendono aprire, con la nuova amministrazione comunale, una stagione di confronto e di collaborazione, consapevoli del ruolo assegnato al terzo settore e alla società civile. Intendono dare vita a focus di approfondimento tecnico-scientifico su tutti i temi posti all’attenzione per contribuire a supportare al più alto livello possibile le scelte che coinvolgeranno la città e dar vita ad un osservatorio permanente sulla transizione ecologica in città.

Raccogliamo pertanto, con grande soddisfazione, la sua disponibilità a confrontarsi costruttivamente con noi e a “lavorare molto assieme” per il futuro della città.

Nell’attesa di poterla incontrare quanto prima personalmente, le rinnoviamo gli auguri e le porgiamo i nostri cordiali saluti

Napoli, 14 ottobre 2021


Legambiente Parco Letterario Vesuvio APS

WWF Napoli

Green Italia - Campania

FIAB Napoli Cicloverdi

Gente Green



30.5.20

Comune di Napoli... Una partecipazione a singhiozzo per le necessarie regole per il verde della città



Documento a cura di Guido Liotti - Green Italia Campania

Ad un passo dalla soluzione, in particolare per il Regolamento del verde urbano, dopo anni di promesse, stimoli, passi indietro, cambi di assessori competenti o meno competenti, sembra che siamo di nuovo punto e a capo.
La gestione del verde pubblico e la progettazione che deve scaturire sui fondi recuperati dalla Città Metropolitana per nuove alberature ed il recupero di molti parchi pubblici non hanno ancora un minimo di cornice regolamentare condivisa con le associazioni che si battono da anni sul tema e che in questi ultimi anni hanno offerto, diremo a questo punto inutilmente, il proprio tempo e le proprie competenze.
La partecipazione, tanto decantata da questa amministrazione comunale, viene sacrificata puntualmente con i contentini dati a qualche "nuova eroina", associazione, comitato o guru del momento, e senza nessuna visione sistematica della tematica.
È il caso di fare il punto sulle ultime vicende che sembravano aver riaperto uno spiraglio dopo anni di mancata attenzione al tema. Ma che, come nel gioco dell’oca, sembra che ci abbiano portato di nuovo al punto di partenza.
Partendo sopratutto dall’azione comunicativa promossa da Green Italia, WWF, Legambiente,  insieme a molti altri soggetti che prese tre anni fa la forma del "Manifesto del verde cittadino", documento offerto anche all’assessore Borriello una volta insediatosi, si era finalmente riaperto un terreno sano di riflessione e operatività. Il “Tavolo del Verde”, istituito in quell’occasione, doveva portare rapidamente ed una volta per tutte alla tanto auspicata creazione della “Consulta cittadina per il verde pubblico e privato”il tutto per  evitare una volta per tutte gli scempi compiuti in questi anni ed ancora purtroppo in atto.
Il primo passo del tavolo è stato quello di integrare il più possibile le presenze di attori competenti ed impegnati sul tema rispetto al nucleo iniziale del Manifesto.
Il gruppo di lavoro si è articolato su tre sottotemi: Progettazione, Manutenzione/Cura e Partecipazione.
Dopo oltre un anno ed un lungo lavoro di approfondimento in innumerevoli incontri, il Tavolo ha consegnato all’Amministrazione Comunale la bozza del “Regolamento del verde pubblico e privato della città di Napoli", documento anticipato qualche mese prima anche da una bozza di avviso pubblico per la collaborazione alla cura del verde pubblico della città di Napoli, a cura del gruppo di lavoro Partecipazione.
Contestualmente alla consegna si richiedeva l'istituzione della “Consulta del verde” presso il Comune di Napoli e la redazione di una bozza di Piano del Verde della città di Napoli, quale elaborato del futuro PUC.
Va  ricordato in questa sede che l'attuale quadro normativo di riferimento relativo alla tutela e all’implementazione del verde urbano nella città di Napoli, articolato attualmente nelle disposizioni contenute nella variante di salvaguardia al Piano Regolatore Generale e nelle norme di tutela paesaggistica, risente dell’assenza di un RdV, che rappresenta uno strumento necessario per la disciplina globale degli interventi che riguardino la presenza delle specie vegetali nell’area urbana. L’assenza di una progettazione conforme al RdV conduce alla realizzazione di sistemi incoerenti che non permettono una corretta gestione del patrimonio vegetale.
La bozza di RdV prodotta è conforme alla normativa vigente del Piano Regolatore Generale di Napoli e coerente con gli strumenti di pianificazione esistenti quali piani paesistici, aree vincolate dal D.Lgs. 42/2004, parchi nazionali e regionali compresi nel territorio comunale.
Purtroppo un istante dopo la consegna del documento si è assistito all’ennesimo rimpasto di Giunta che ha prodotto in parte nuovamente l’arresto del faticoso processo partecipato del Tavolo.
Con il nuovo assessore competente Felaco comunque è stato attivato qualche incontro del gruppo di lavoro volontario con i soggetti operativi dei sottogruppi citati e un solo incontro con il Tavolo del verde allargato.
A gennaio 2020, in quella sede, stava prevalendo la linea di scorporare alcune premesse al RdV per le linee guida da utilizzare per le progettazioni imminenti (fondi della Città Metropolitana) e una revisione ulteriore del RdV con un diretto coinvolgimento del sevizio competente, per poi rapidamente passare in Commissione comunale competente e poi in Consiglio Comunale.
L’attesa formalizzazione della “Consulta“ dopo un anno o semplicemente uno spazio maggiormente strutturato per la definizione del Piano del verde avevano subito una battuta di arresto.
A distanza di mesi, purtroppo, registriamo una vera e propria latitanza dell’Assessorato e del Servizio competente nei confronti del Tavolo e sugli impegni assunti in precedenza.
Prendendo atto di questa nuova situazione di impasse, Green Italia chiede all'Amministrazione di dare in tempi brevi - anche per dimostrare l'effettiva volontà politica di risolvere le problematiche rispetto alle gravi carenze riscontrate - risposte concrete al fine di evitare ulteriori disastri sul verde urbano, l'ultimo dei quali in ordine di tempo è stato la scriteriata operazione di mutilazioni ad alberi di alto fusto in primavera inoltrata, delineando finalmente una visione strategica moderna e funzionale per il ruolo che riveste oggi il verde urbano nelle aree metropolitane.