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26.3.24

"Zona urbanizzata"? Ma ci faccia il piacere!

Quando la gente chiede in gran numero, con interesse e passione, di partecipare davvero a scelte fondamentali come quelle in itinere sul governo del territorio, coinvolgendo  le proprie forme associate, le Istituzioni debbono rallentare, ascoltare. Nel caso debbono modificare, anche sostanzialmente, il disegno, peraltro palesemente tracciato da pochi.

La nostra istituzione regionale, invece, cosa fa? Accelera.

La IV Commissione approva a maggioranza, con l'astensione delle destre e l'opposizione ferma dei 5S, norme urbanistiche concordate tra pochi.

Adesso salirà il livello della protesta e...PERDEREMO TEMPO PREZIOSO.

Spero davvero  che, nei prossimi giorni se ne rendano conto e correggano contenuti e atteggiamento: la crisi climatica non ci aspetta e non è proprio più il  tempo di consumare tempo, territorio, paesaggio e risorse esauribili.

Il tempo del consumismo ingordo volge a termine.

Francesco Escalona

La foto "Vigneto urbano" è di Francesco Escalona  ed è stata scattata presso le Cantine "La Sibilla" di Bacoli.

9.2.24

Associazioni di categoria, ambientalisti e sindacati: insieme per una nuova legge di governo del territorio in Campania

Oggi presso il dipartimento di Architettura si è tenuta una grande giornata di confronto democratico, di idee e di partecipazione tra le associazioni ambientaliste e di tutela del paesaggio, organizzazioni sociali e sindacali autoconvocatesi, ancora una volta, in opposizione al DDL di modifica della legge 16/04. L’intento, scaturito dall’incontro, è stato quello di lavorare insieme per elaborare una nuova e moderna legge di governo del territorio in Campania.

La proposta, articolata collettivamente nell’corso dell’intera giornata, per una nuova e moderna legge, grazie alla convinta adesione dei livelli nazionali, è così divenuta di interesse nazionale. La loro presenza, infatti, ha consentito di inquadrare la problematica campana nel più generale scenario nazionale e comunitario, sottolineando l’enorme distanza tra i contenuti e i reali obiettivi del DDL e le urgenze costituite dai repentini cambiamenti climatici e dalle tante opportunità offerte dalla visione strategica del green deal e della transizione ecologica.

Si è così raggiunta tra associazioni ambientaliste, di categoria, sindacali e sociali, una condivisione di opinioni ed una convergenza di obiettivi nell’unanime volontà di proseguire i lavori nell’elaborazione della legge da parte di soggetti promotori e di quelli che man mano, anche oggi, hanno aderito.

A conclusione della giornata democratica di confronto e di partecipazione è stato istituito un Tavolo di lavoro che avrà come obiettivo la scrittura di una nuova e moderna legge di governo del territorio per una rigenerazione urbana e territoriale, adeguata ai temi posti dai cambiamenti climatici e alle tante urgenti e improrogabili esigenze ecologiche, ambientali e socio-economiche della Campania.

La nuova legge, che dovrà fondarsi sulla partecipazione collettiva, si proporrà tra l’altro di:

  •           non confliggere con le norme costituzionali inerenti alla tutela del paesaggio e della biodiversità;
  •      azzerare concretamente e in tempi ravvicinati il consumo di suolo, salvaguardando il territorio naturale e coltivato, anche all’interno dei perimetri urbani e delle aree intercluse che contengono ancora suolo vivo;
  •       integrare la pianificazione territoriale con quella paesaggistica;
  •           procedere ad una riorganizzazione politico-amministrativa dell’armatura urbana regionale;
  •      garantire il risanamento dell’ambiente, nonché il ripristino degli ecosistemi naturali, terrestri e marini, in particolar modo di tutti gli interventi in aree SIN e SIR (Siti di Interesse Nazionale e Regionale);
  •       salvaguardare i centri storici, favorendo il recupero del patrimonio culturale in essi racchiuso
  •     affrontare e contrastare normativamente i fenomeni di gentrificazione e di espulsione degli abitanti, degli studenti, degli artigiani e del commercio storico dalle aree centrali, indotta da processi speculativi basati sull’incremento della rendita immobiliare;
  •        promuovere una rigenerazione urbana, territoriale e ambientale che non si limiti ad aspetti edilizi, ma che dia soprattutto risposte ai bisogni sociali, culturali ed economici delle comunità insediate, garantendo nel contempo nuova occupazione stabile, di qualità e sicura, soprattutto alle fasce giovanili.

Il Tavolo di lavoro istituito oggi, con questa straordinaria partecipazione, forse mai registrata prima in Campania, sarà un Tavolo permanente. Oltre alle nuove adesioni, acquisite durante la giornata, resterà aperto al contributo di cittadini, associazioni, rappresentanze di categorie ed istituzioni, che saranno concretamente interessate al benessere sociale dei cittadini, delle città e del territorio della Campania.

Primo appuntamento del Tavolo di lavoro sarà una prossima autoconvocazione presso la sede del Consiglio Regionale a cui, come per la giornata di oggi, saranno invitate tutte le rappresentanze istituzionali deputate all’approvazione della legge.

ADA Donne Architetto – A.N.F.S.U. (Associazione nazionale di filosofia e scienze umane) - A.N.T.A.R.E.S. - AIR, Architetti in Rete - ARCI Campania – Associazione Amici di Ideacittà - Ass. Marco Mascagna – Associazione Percorsi Napoletani - CGIL Campania - Casartigiani Campania - CIA Campania - Confartigianato - CNA Costruzioni Campania - FIAB - Fillea CGIL Campania - FLAI CGIL Campania - Gente GREEN - Gentle Green Events - Italia Nostra - Legambiente - MaiPiùAmianto - Nu.Ri.Ge. Nuove Ri-Generazioni – RETE Set - Rete Sociale No Box - Rigenera Campania - SPI CGIL Campania - UDU - VAS -WWF Italia.

6.2.24

COMUNICATO STAMPA - Giornata di mobilitazione 08/02/2024

Il giorno 8 febbraio 2024, presso la sede del DIARC, via Forno vecchio, 4 , si terrà una

GIORNATA DI MOBILITAZIONE

Una Conferenza Stampa e un Tavolo di lavoro per chiedere alla Giunta Regionale una nuova e moderna legge di Governo del Territorio.
 
Ancora una volta l’associazionismo ambientalista e di tutela del paesaggio e organizzazioni sociali, sindacali operanti sul territorio si apriranno al confronto con le istituzioni, gli stakeholder, i cittadini e i media per l’istituzione di un Tavolo di Lavoro per l’elaborazione di una nuova e moderna Legge Urbanistica che integri la pianificazione territoriale con quella paesaggistica ed esalti il ruolo strategico della pianificazione e dei processi partecipativi, nell’ottica della Transizione Ecologica.
Questa giornata di mobilitazione vedrà la partecipazione dei vertici delle associazioni di carattere nazionale per testimoniare il loro supporto alle rappresentanze regionali e locali e al variegato mondo associativo che dall’estate scorsa si è mobilitato contro il Disegno di legge: "Modifiche alla L.R. Campania n. 16/2004, recante Norme sul Governo del Territorio".
 
Antefatto:
Il 23 novembre 2023, associazioni ambientaliste, sindacali e sociali furono promotrici di un  Sit-In di protesta presso il Consiglio Regionale del Centro Direzionale.  Nonostante le proibitive condizioni del tempo date da un fortissimo vento, fecero sventolare le bandiere della protesta contro il provvedimento di modifica della Legge Regionale di Governo del territorio n.16 del 2004.
Fu una giornata di manifestazione democratica per esplicitare meglio i motivi del forte dissenso al DdL approvato in Giunta Regionale nel giugno scorso e in procinto di essere discusso nell’aula consiliare.
Una delegazione delle associazioni, fu infine  ricevuta da alcuni consiglieri regionali, nonché dal presidente della IV^ Commissione Consiliare, on. Luca Cascone, che in conclusione dell’incontro, assicurò che alla conclusione dei lavori della Commissione da lui presieduta, avrebbe convocato confronto preventivo sul maxi emendamento licenziato e che nel contempo si sarebbe fatto portavoce nei confronti dell’Assessore all’Urbanistica Bruno Discepolo, affinché, anche in fase di discussione del Regolamento di attuazione, le stesse associazioni fossero coinvolte in un percorso di confronto e condivisione dello stesso.
I due provvedimenti, assicurò Cascone, legge di modifica e regolamento di attuazione, come richiesto dalle Associazioni, avrebbero proceduto di pari passo, anche in considerazione del fatto che la legge di modifica della L.R. 16/2004 sarebbe priva di efficacia senza il regolamento di attuazione approvato.
Son passati ormai più di due mesi ma non ci è stato ancora trasmesso ufficialmente il testo del maxi-emendamento annunciato, nè abbiamo notizia dell’Istituzione del Tavolo di confronto sulla Legge, nè tanto meno quello sul Regolamento.
Anzi.
Voci insistenti circolano in merito alla volontà del Presidente della IV Commissione di inviare il testo col maxi-emendamento annunciato, e ancora misterioso, senza istituire quel momento di dialogo e di confronto annunciato il 23 novembre e senza il testo del regolamento d’attuazione preannunciato.
 
Per questa ragione le sottoscritte Associazioni e Organizzazioni, preoccupate del tempo che scorre, hanno deciso di riprendere la contestazione indicendo una
GIORNATA DI MOBILITAZIONE CONTRO L’ATTUALE DISEGNO DI LEGGE DI MODIFICA DELLA L.16/84, per il giorno GIOVEDI 8 FEBBRAIO 2024 presso la sede del DIARC, via Forno vecchio 4.
Si sono progressivamente aggiunte alla protesta molte altre sigle di Associazioni e Organizzazioni ambientaliste, sindacali e adesso del mondo dell’agricoltura, CHE SONO STATE INVITATE A INTERVENIRE.

ADA Donne Architetto
A.N.T.A.R.E.S.
AIR, Architetti in Rete
ARCI Campania
Ass. Marco Mascagna
CGIL Campania
CNA Costruzioni Campania
Casartigiani Campania
Confagricoltura
FIAB
Fillea CGIL Campania
FLAI CGIL Campania
Gente GREEN
Gente Green Events
Italia Nostra
Legambiente
MaiPiùAmianto
Nu.Ri.Ge. Nuove Rigenerazioni
Rete Sociale No Box
Rigenera Campania
SPI CGIL Campania
UDU
VAS
WWF Italia ETS

14.1.24

Voglia di futuro

Da mesi è in corso un acceso confronto sulla nuova legge urbanistica della Regione Campania che dovrebbe subentrare, dopo venti anni, alla legge 16 del 2004. Il dibattito resta però nel perimetro della politica e della cultura urbanistica, senza che questo tema scalfisca l’attenzione dell’opinione pubblica. Probabilmente i cittadini associano l’urbanistica alle loro peripezie burocratiche, spesso farraginose, oppure ai dibattiti sui massimi sistemi che molto spesso evidenziano le difficoltà e il girare a vuoto, senza risultati, di grandi progetti come quello di Bagnoli.  


Eppure le “norme” di una legge urbanistica sono tanti tasselli per la concretizzazione di una visione strategica che incide in modo determinante sul futuro del territorio e su quello delle giovani generazioni. Per questi motivi è importante che l’opinione pubblica sia correttamente informata sulle evoluzioni legislative e partecipi attivamente. La proposta di legge regionale, come evidenziato da associazioni ambientaliste, comitati civici e sindacati, nasce già vecchia, nonostante una proiezione ventennale, come per la 16/04, con l’obbligo di scelte che rispondano alle criticità attuali ma anche a quelle dei prossimi decenni. 
Tra l’altro, molte soluzioni per eliminare o ridurre tali criticità sono contenute in altri strumenti legislativi, del tutto ignorati nella proposta regionale. Ci si riferisce in particolare a:

1. Gli impegni dell’Italia nel Green New Deal per ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050;

2. Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, incluse le linee guida per i Sistemi urbani di drenaggio sostenibile;

3. La nuova legge sulla natura, la Nature Restoration Law, approvata dal Parlamento europeo il 12 luglio 2023 per promuovere la biodiversità e l'azione per il clima in tutta Europa, oltre a introdurre strumenti normativi per la prevenzione e tutela della salute umana e per integrare le politiche ambientali in vigore.

Apparentemente possono sembrare temi astratti, ma essi affrontano aspetti quotidiani del vivere di ogni cittadino. Gli impegni per la de-carbonizzazione entro 25 anni mirano a migliorare la qualità dell’aria e a immaginare un nuovo modello di mobilità non incentrato sull’auto e con l’obbiettivo di ridurre in modo sostanziale il traffico, l’inquinamento acustico e atmosferico, il recupero sociale delle strade.
Le tragedie causate dai cambiamenti climatici possono toccare tutti e quindi le misure per la mitigazione degli effetti delle bombe d’acqua, delle isole di calore non sono norme astratte ma indicazioni che potrebbero incidere in modo determinante sulla sicurezza, sulla bellezza e sul futuro del territorio, e le misure di attenuazione, come quelle relative ai sistemi di drenaggio urbano sostenibile e quelle basate su sistemi naturali, potrebbero contribuire a ridurre gli effetti devastanti delle alluvioni in città. La legge di proposta regionale non affronta questi temi. La necessità di recuperare un rapporto con la Natura, attraverso il restauro di ecosistemi, non è un tema astratto, ma significa offrire ai cittadini più verde nel rispetto e nella tutela della biodiversità. La legge di proposta regionale non affronta questi temi. In tale quadro, poiché si rischia di approvare norme già superate dalla realtà dei fatti che invece richiede scelte coraggiose, già effettuate da molte città.
E' auspicabile un ripensamento della Regione per arrivare a soluzioni condivise e in linea con il futuro.

Vincenzo Russo 
Comitato tecnico-scientifico Nurige

28.8.23

Napoli ha bisogno di una linea tranviaria rinnovata. Nostalgia? No, modernità

 

L’interruzione del servizio della linea 2 della metropolitana di Napoli di questi giorni, necessaria per improrogabili lavori di manutenzione delle gallerie, ha praticamente lasciato la città priva di mezzi di trasporto alternativi all’auto privata per spostarsi da Ovest a Est e viceversa.

I disagi e le lamentele di residenti, lavoratori e turisti hanno fatto venire a galla i “passi falsi” commessi nella pianificazione della mobilità cittadina dell’ultimo trentennio, primo fra tutti il depotenziamento e parziale smantellamento della linea tranviaria che attraversava tutta la città, collegando i quartieri occidentali di Bagnoli e Fuorigrotta con piazza Municipio, il porto, la Stazione Centrale e i due assi di penetrazione di Poggioreale e san Giovanni nell’area orientale. 

Ripercorrere i passaggi che hanno portato a suo tempo a questa dissennata scelta sarebbe troppo lungo, quasi quanto rievocare la storia di questo mezzo di trasporto pubblico dalla fine dell’Ottocento ai nostri giorni. Lo sviluppo della metropolitana, le accresciute esigenze del traffico automobilistico ed in particolare l’apertura dei cantieri della linea 6, che ha ripreso il progetto della fantomatica LTR del 1990, cui si sono aggiunti i lavori alla Riviera di Chiaia e l’interminabile rifacimento di via Marina, hanno relegato il tram di superficie ai margini del sistema di trasporto urbano, spingendo già nell’ormai lontano 1998 verso la affrettata decisione di sopprimere la tratta Bagnoli-piazzale Tecchio e, successivamente, anche il tratto da quest’ultimo a piazza Vittoria. 


Appare evidente che, una volta superati i problemi contingenti legati alla realizzazione delle nuove opere (in primis la linea 6 della metro) la direzione da seguire nei prossimi anni non può che essere quella del ripristino e dell’ammodernamento della linea tranviaria, da vedere non come un nostalgico ritorno al passato - come qualcuno superficialmente vorrebbe far credere, evocando atmosfere retrò – ma, al contrario, come una coraggiosa spinta verso la modernità.

Molte città europee, grandi e piccole, stanno riscoprendo e valorizzando infatti i tram moderni perché ne hanno compreso gli enormi vantaggi: facilità di accesso (senza scale ed ascensori per salire e scendere); trazione elettrica, silenziosa e non inquinante perché non brucia benzina, diesel o gas; minori distanze tra le fermate; possibilità per i viaggiatori di percepire lo spazio in cui si trovano (a differenza di quanto avviene nella metro che viaggia in sotterranea per quasi tutta la tratta) e di godere del paesaggio urbano; minori costi di gestione e manutenzione.

Anche Napoli, grazie ad un tracciato già esistente, potrebbe riavere la sua “metropolitana di superficie”, con passaggi frequenti (10 min. al massimo di attesa), estesa da occidente a oriente, che segue in parte la linea costiera ed integra le altre linee su ferro come la linea 1 e le funicolari, che invece seguono prevalentemente la direzione nord-sud.

Gli sforzi e gli investimenti dovrebbero essere concentrati sull’ammodernamento delle tecnologie e sulla riduzione e gestione dei tratti critici, in cui le vetture tranviarie incrociano i flussi di traffico o sono addirittura costrette a viaggiare in sede promiscua, in una difficile convivenza con le automobili private e con gli altri mezzi di trasporto.

Pur guardando con un po’ di ottimismo al futuro, lo scenario attuale mostra molte luci ed ombre a riguardo e talvolta si ha la sensazione che, a livello regionale, si prediligano soluzioni costose e complesse ad altre più semplici che sono quasi a portata di mano. Ad esempio Il collegamento con il nuovo polo museale dell'Albergo dei Poveri può benissimo essere realizzato con una semplice connessione tranviaria con Corso Garibaldi, ma tutto è stato rimandato alla realizzazione della linea 9, la nuova metro che dovrebbe collegare piazza Carlo III alla stazione TAV di Afragola. Un’opera che presenta tempi lunghi, costi di realizzazione molto alti e che, pur raggiungendo Comuni privi attualmente di collegamenti su ferro come Arzano e Casavatore, rischierebbe di diventare un inutile doppione della linea FS esistente.

Tornando al tram moderno, la prospettiva non riguarda solo il territorio cittadino. Nel PUMS metropolitano si propone la "linea di gronda" da Nola a Licola da realizzarsi con sistema tranviario o BRT (Bus Rapid Transit). Il BRT è in corso di realizzazione anche per la trasversale a Napoli Est dal mare a Poggioreale. Il tram potrebbe essere proponibile, fatte tutte le necessarie analisi tecniche ed economiche, anche per le aree periferiche di Ponticelli e Scampia, ad est e a nord, in connessione con i nodi ferroviari.


Sergio Frattini
Vincenzo Russo