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19.5.24

Consegnate le firme della proposta di legge della rete Rigenera. Un approccio nuovo alla questione urbanistica e ambientale

Nel pomeriggio di giovedi 16 maggio sono state consegnate ufficialmente al Consiglio Regionale della Campania le 13mila firme a sostegno della proposta di legge urbanistica regionale di iniziativa popolare della rete “Rigenera”, di cui si è parlato ampiamente su queste pagine. La consegna è avvenuta alla presenza di una nutrita delegazione di attivisti della Rete, che hanno lavorato intensamente in questi mesi in moltissime città della Campania per raggiungere l’obiettivo delle 10mila firme, che è stato largamente superato.

Non è mancato qualche momento di tensione durante la consegna, poiché i funzionari regionali presenti hanno vietato agli attivisti della Rete di mostrare i cartelli con il logo di Rigenera davanti alle telecamere del TG3 Campania, in quanto, a loro parere, questo poteva essere utilizzato a fini politici in violazione della normativa che regolamenta la campagna elettorale in corso per le Europee. Dopo una breve discussione, peraltro risolta “pacificamente” e con spirito collaborativo da entrambe le parti, si è comunque proceduto alla consegna dei plichi.

Come è noto, la proposta di legge, che è stata redatta da esperti di alto profilo in materia urbanistica ma si basa anche sulla partecipazione popolare ai processi decisionali, punta sulla lotta al cambiamento climatico, sul blocco del dissennato consumo di suolo (che ne amplifica gli effetti devastanti), sulla riconversione ecologica dell’agricoltura e su decisi investimenti nelle energie rinnovabili.

La proposta ha visto l’adesione anche di numerosi Consigli comunali e dovrà passare all’esame del Consiglio regionale entro i prossimi 90 giorni.

Ciò che va ancora una volta sottolineato è la straordinaria portata innovativa di questa iniziativa. 
La rete Rigenera non si è aggregata non su una base ideologica - come troppo spesso avveniva in passato - ma su un approccio scientifico alla questione urbanistica e su contenuti ben definiti, che sono quelli di un governo del territorio non più condizionato da interessi di parte e che non abbia come fine il profitto immediato, il cui prezzo viene poi pagato dall’ambiente e dalla salute dei cittadini.

La visione di prospettiva, che vuole creare uno sviluppo sano senza distruggere le risorse naturali e paesaggistiche, non ha messo insieme partiti politici ma tanti pezzi di società civile, associazioni ambientaliste grandi e piccole, sindacati, esponenti del mondo universitario, piccole imprese e reti civiche. Infine, last but non least, la passione civile che ha dato vita a questo movimento è agli antipodi della visione autocratica del potere rappresentata dall’attuale governo della Regione, che di fatto nega qualsiasi possibilità di confronto con la società civile, approvando in pochi minuti e senza discussione una legge che, per molti aspetti, potrebbe creare danni irreversibili a medio e lungo termine, accentuando la cementificazione e la devastazione ambientale di una regione come la Campania, già tanto martoriata dalla speculazione, dalla ingordigia e dal malaffare.


Sergio Frattini

4.5.24

Il gioco delle tre carte: la ferma opposizione delle trenta e più organizzazioni alla nuova Legge di governo del territorio in Campania

Non si può che condividere in pieno la posizione fortemente critica e senza ambiguità, contro il Disegno di Legge della Giunta De Luca in materia di Governo del territorio, espressa nei Comunicati stampa di Fillea e delle 30 maggiori associazioni e organizzazioni che operano in campo ambientale, sociale, culturale ed edile in Campania, mai tra loro così compatte e propositive.
E’ una grande novità: forse, ai margini del vecchio, autoreferenziale, pensiero di Vincenzo De Luca,  in Campania sta sorgendo qualcosa di veramente nuovo ed importante.
 

Oggetto dell’aspra polemica, che da queste parti si protrae ormai da mesi, il fermo contrasto alla nuova legge approvata l’altro giorno in Consiglio regionale.
Adottata in fretta e furia dalla Giunta, nel mese di giugno, senza ascolto e senza consultazioni preventive, qualche giorno fa è stata approvata a maggioranza dal Consiglio dopo un ulteriore, immotivato diniego del Presidente della IV Commissione, all’ennesima reiterata richiesta delle Associazioni di rallentare l’iter di approvazione per insediare, vista l’importanza, la complessità e l’urgenza delle questioni trattate, un serio e agile  Tavolo di confronto e collaborazione con la società civile.
Una richiesta negata sempre da De Luca, senza alcuna spiegazione. Eppure si trattava di una Legge che ha trasformato in modo sostanziale la precedente norma di Governo del territorio, la n. 16 del 2004, con l’obbiettivo dichiarato, ma poi di fatto non perseguito nel testo, di limitare il consumo di suolo per contribuire ad affrontare i cambiamenti climatici incombenti e le loro conseguenze.
 
E proprio la forte discordanza tra ciò che il Disegno di Legge si proponeva nei suoi primi articoli e i reali contenuti dell’articolato approvato, che induce il mondo ambientalista, agricolo, sindacale e della piccola imprenditoria a definire la nuova legge non più solo inadeguata e inefficace ma addirittura “pericolosa”. Da cancellare radicalmente, insomma. E anche in fretta.
  
“E' il classico gioco delle 3 carte. Si dichiara una cosa ma se ne fa un’altra”
 
Questa la dura accusa. Norme sbagliate, “vecchie”, che non affrontano nessuna delle vere, gravi urgenze ambientali, economiche e sociali della Campania e non solo
I loro contenuti rispondono, alla vecchia maniera, più ai desiderata dei grandi costruttori edili campani e nazionali - affiancati da una parte del mondo accademico - che non alla urgente necessità di fornire le risposte concrete che tutti attendono per affrontare i serissimi mutamenti intervenuti progressivamente nell’ultimo trentennio nelle dinamiche geoclimatiche, sociali ed economiche.
Il rischio ulteriore é che questa legge neo-liberista, elettorale, di parte, approvata ieri nientedimeno che in trenta lunghi minuti di discussione, possa contaminare nei prossimi mesi anche altre regioni, non solo del sud.
 
Le piccole imprese edili e quelle artigiane, che in Campania costituiscono più del 90% del totale dei fatturati e degli addetti, sono solidali col movimento di opposizione e schierate in prima fila con gli ambientalisti di Legambiente, WWF, FIAB, Italia Nostra, Rete NoBOX, Marevivo e tanti altri.
Ma il fronte del dissenso in questa vicenda è molto più esteso e articolato: sono fermamente contro anche la CNA costruzioni, la Lega Coop, la CIA, la Confagricoltura, la CGIL Campania e le sue componenti FILLEA, SPI, SUNIA e Nuove Rigenerazioni.
Non ultimi gli studenti dell’UDU il cui diritto costituzionale allo studio e alla casa è intaccato pesantemente dai processi di gentrificazione in corso, innescati dal forte rilancio turistico della metropoli partenopea e sempre più soggetti a gravi fenomeni di espulsione progressiva da un centro storico riconosciuto dall’UNESCO nella lista del  Patrimonio mondiale dell’umanità proprio per la sua permanente, unica, millenaria, preziosa commistione tra storia, architettura, tradizioni e presenza sociale, popolare e universitaria.
Purtroppo, è opinione di tanti che la Legge Discepolo inciderà in modo fortemente negativo sul territorio, sulle comunità, sull'economia, sul futuro di Napoli e delle città campane. Insomma, si tratta di una cosa seria. 

Un esempio concreto: sarà molto più difficile perseguire il recupero e la rigenerazione territoriale, urbana, socio-economica e culturale e di quei preziosi centri urbani della congestionata e squalificata cintura metropolitana a nord e ad est della città, già fortemente offesi dall’urbanizzazione incontrollata e indiscriminata dei decenni scorsi e ora particolarmente esposti perché saldati in una enorme conurbazione senza soluzione di continuità e quasi senza più identità e memoria. Mi riferisco, più precisamente, agli ex casali ottocenteschi ad alta specializzazione agricola e manifatturiera della capitale borbonica, nei quali il poco suolo ancora permeabile, (Casavatore ha il 92% di aree impermeabilizzate) intercluso tra vaste aree edificate uscite miracolosamente indenni dallo scriteriato assalto edilizio della fine del secolo, rischia ora di essere oggetto di interventi diretti, invasivi, scoordinati, senza un Piano nè un progetto urbano. Quale idea di città e di metropoli sottende tutto ciò?
 
Questa nuova legge Discepolo punta dichiaratamente a “semplificare la pianificazione” utilizzando disinvoltamente gli incentivi, affidandoli alla "moneta urbanistica”. Consentendo, ad esempio, nel caso di un’azione di demolizione e ricostruzione di immobili dismessi o degradati, una premialità del 35% di aumento di cubatura in più. Ma per alcuni casi anche fino al 50%.
Una legge che permetterà a centinaia di capannoni industriali di essere oggetto di abbattimento e ricostruzione per fini prevalentemente residenziali - in una città che ha perso negli ultimi 20 anni più di 300.000 abitanti - col recupero totale della volumetria. Ne deriva il conseguente aumento della superficie coperta e quindi, ovviamente, di consumo di suolo.
 
Ma, quello che è più grave, è che sarà una legge che non affronterà, in nessuno dei suoi articoli, la nostra vera urgenza, ovvero la non più prorogabile transizione ecologica, con nuove idee e nuove regole che facilitino e incentivino le azioni di contrasto e adattamento ai cambiamenti climatici. 
Una legge che, tra l’altro, ha rimandato molte delle principali decisioni di contenuto e operative a un successivo Regolamento d'attuazione e che, quindi ha riservato alle riunioni di Giunta questioni primarie sottraendole al dibattito in Consiglio e, quel che è più grave, alla partecipazione formale e sostanziale dei cittadini.
 
“Questo DdL non e' emendabile. Non sapremmo da dove iniziare…”
hanno continuato a ripetere fino all’ultimo giorno i partecipanti al fronte del dissenso.
E' da settembre che proponiamo all’assessore, al presidente della IV Commissione consiliare, pacatamente, positivamente, l’insediamento di un Tavolo di Lavoro con la partecipazione di esperti e di soggetti collettivi interessati, per discuterne. Per chiudere il testo insieme, presto e bene. Si poteva fare  anche in un solo mese.
Perché, sia ben chiaro a tutti, noi non siamo quelli del NO ideologico. Sull’esigenza di aggiornare urgentemente la L.R. 16, scritta nel lontanissimo 2004, e sulle premesse contenute nel DdL, eravamo tutti d’accordo.”
 
Ma ormai è evidente a tutti che l'accordo sui contenuti e gli obiettivi della legge non è di ieri: e' stato chiuso da mesi ascoltando, sin dai primi giorni, solo il settore delle  grandi costruzioni e, nell’ultima fase, le opposizioni di destra che nel voto si sono astenute. Relegando di fatto, invece, il confronto richiesto dal mondo sindacale, associativo, ambientalista, agricolo, e persino industriale, alle sole procedure di osservazioni in commissione urbanistica che prevedono solo la possibilità di esprimere inefficaci, singoli emendamenti.
 
Un diverso maxi emendamento alla Legge 16/04
A questo quadro, confuso e inadeguato, si contrappongono adesso due interessanti e innovative iniziative di protesta, ancora una volta costruttiva, del mondo sindacale e associativo:
a) Una profonda riscrittura, alternativa, dal basso, di modifica della 16/04 per  contrastare davvero il consumo di suolo, curata dai massimi esperti delle trenta associazioni che hanno deciso due mesi fa, provocatoriamente , di autoconvocarsi e di insediare, comunque, autonomamente  il Tavolo sulla legge negato, per produrre autonomamente e in tempi brevissimi, un testo alternativo.
Per dimostrare concretamente di essere quelli dei sì e dei presto, in contrasto alle false accuse di inconsistenza e astrattezza.
“Per una nuova e moderna legge di governo del territorio” questo il titolo del  testo ombra, che si dichiara palesemente e organicamente alternativo al maxi-emendamento. Un testo normativo elaborato puntando a rappresentare "una chiara e concreta proposta organica alternativa”, che sarà presentata pubblicamente a breve dopo un’ampia consultazione con Istituzioni e cittadini.
Insomma un atto tecnico-scientifico ma anche squisitamente Politico che viene offerto a tutta la Comunità campana.
 
b) Parallelamente è in corso di ultimazione la raccolta firme di adesione a una ulteriore Proposta di Legge popolare, complementare alla precedente, che ne integra la Visione ad altri settori, tesa in questo caso al contrasto integrato ai cambiamenti climatici e all’adattamento agli effetti degli stessi nei territori. 


Questa Proposta di Legge popolare, è stata elaborata e promossa negli scorsi mesi dal neonato Movimento Rigenera Campania - e vede la partecipazione di molti firmatari dell’altro documento - il quale, con l’aggregazione di altre piccole e grandi associazioni come Libera, ANPI o Slow Food, richiamando un articolo dello Statuto regionale ha mobilitato ormai decine di migliaia di cittadini su tutto il territorio regionale, in una prima fase per la scrittura e ora per la raccolta delle firme di adesione formale richiesta dallo Statuto.
La Proposta di legge di Rigenera Campania, ad oggi, ha già raccolto, in poco più di un mese e mezzo, quasi 9000 delle 10.000 firme certificate necessarie. Ma ha anche già raccolto il voto favorevole di ben 14 consigli comunali (altri si stanno via via aggiungendo), tra cui quello di Avellino, città capoluogo. Tutti fattori che, ai sensi dello Statuto regionale, renderanno obbligatoria la discussione delle due proposte popolari complementari tra loro e alternative al DdL De Luca, in Consiglio Regionale.
 
Concludendo:
al di là del brutto voto del Consiglio regionale dell’altro giorno, è in atto in Campania, fuori dalle stanze di governo, un grande processo democratico.
In fondo, si sta solo chiedendo da mesi alla Istituzione regionale un Tavolo di lavoro per partecipare, per risolvere insieme, Istituzioni e cittadini, problemi cruciali per i nostri territori e per il nostro futuro.
Per creare le regole giuste per Ri-generare le città e i territori, per predisporli a contrastare le cause e gli effetti dei cambiamenti climatici.
La domanda che sorge spontanea è: perché ciò sia stato fino all’ultimo negato.
 
Il fatto nuovo è che i cittadini si stanno rendendo conto che la PARTECIPAZIONE al giorno d’oggi NON E’ PIU’ SOLO UN DIRITTO, MA SOPRATTUTTO UN DOVERE.
E che il senso di tutto ciò sta nel grande entusiasmo che si legge negli occhi dei tanti giovani che stanno partecipando alla mobilitazione.
Loro vogliono provare a FARE qualcosa di concreto per bloccare, in tutti i modi, le conseguenze, ormai già visibili, dei cambiamenti climatici.
E, proprio per questo, non se ne fanno nulla, ma proprio nulla, di questa legge di De Luca.


Francesco Escalona
architetto ed urbanista
Presidente di Nuove Rigenerazioni Campania

26.3.24

"Zona urbanizzata"? Ma ci faccia il piacere!

Quando la gente chiede in gran numero, con interesse e passione, di partecipare davvero a scelte fondamentali come quelle in itinere sul governo del territorio, coinvolgendo  le proprie forme associate, le Istituzioni debbono rallentare, ascoltare. Nel caso debbono modificare, anche sostanzialmente, il disegno, peraltro palesemente tracciato da pochi.

La nostra istituzione regionale, invece, cosa fa? Accelera.

La IV Commissione approva a maggioranza, con l'astensione delle destre e l'opposizione ferma dei 5S, norme urbanistiche concordate tra pochi.

Adesso salirà il livello della protesta e...PERDEREMO TEMPO PREZIOSO.

Spero davvero  che, nei prossimi giorni se ne rendano conto e correggano contenuti e atteggiamento: la crisi climatica non ci aspetta e non è proprio più il  tempo di consumare tempo, territorio, paesaggio e risorse esauribili.

Il tempo del consumismo ingordo volge a termine.

Francesco Escalona

La foto "Vigneto urbano" è di Francesco Escalona  ed è stata scattata presso le Cantine "La Sibilla" di Bacoli.

9.2.24

Associazioni di categoria, ambientalisti e sindacati: insieme per una nuova legge di governo del territorio in Campania

Oggi presso il dipartimento di Architettura si è tenuta una grande giornata di confronto democratico, di idee e di partecipazione tra le associazioni ambientaliste e di tutela del paesaggio, organizzazioni sociali e sindacali autoconvocatesi, ancora una volta, in opposizione al DDL di modifica della legge 16/04. L’intento, scaturito dall’incontro, è stato quello di lavorare insieme per elaborare una nuova e moderna legge di governo del territorio in Campania.

La proposta, articolata collettivamente nell’corso dell’intera giornata, per una nuova e moderna legge, grazie alla convinta adesione dei livelli nazionali, è così divenuta di interesse nazionale. La loro presenza, infatti, ha consentito di inquadrare la problematica campana nel più generale scenario nazionale e comunitario, sottolineando l’enorme distanza tra i contenuti e i reali obiettivi del DDL e le urgenze costituite dai repentini cambiamenti climatici e dalle tante opportunità offerte dalla visione strategica del green deal e della transizione ecologica.

Si è così raggiunta tra associazioni ambientaliste, di categoria, sindacali e sociali, una condivisione di opinioni ed una convergenza di obiettivi nell’unanime volontà di proseguire i lavori nell’elaborazione della legge da parte di soggetti promotori e di quelli che man mano, anche oggi, hanno aderito.

A conclusione della giornata democratica di confronto e di partecipazione è stato istituito un Tavolo di lavoro che avrà come obiettivo la scrittura di una nuova e moderna legge di governo del territorio per una rigenerazione urbana e territoriale, adeguata ai temi posti dai cambiamenti climatici e alle tante urgenti e improrogabili esigenze ecologiche, ambientali e socio-economiche della Campania.

La nuova legge, che dovrà fondarsi sulla partecipazione collettiva, si proporrà tra l’altro di:

  •           non confliggere con le norme costituzionali inerenti alla tutela del paesaggio e della biodiversità;
  •      azzerare concretamente e in tempi ravvicinati il consumo di suolo, salvaguardando il territorio naturale e coltivato, anche all’interno dei perimetri urbani e delle aree intercluse che contengono ancora suolo vivo;
  •       integrare la pianificazione territoriale con quella paesaggistica;
  •           procedere ad una riorganizzazione politico-amministrativa dell’armatura urbana regionale;
  •      garantire il risanamento dell’ambiente, nonché il ripristino degli ecosistemi naturali, terrestri e marini, in particolar modo di tutti gli interventi in aree SIN e SIR (Siti di Interesse Nazionale e Regionale);
  •       salvaguardare i centri storici, favorendo il recupero del patrimonio culturale in essi racchiuso
  •     affrontare e contrastare normativamente i fenomeni di gentrificazione e di espulsione degli abitanti, degli studenti, degli artigiani e del commercio storico dalle aree centrali, indotta da processi speculativi basati sull’incremento della rendita immobiliare;
  •        promuovere una rigenerazione urbana, territoriale e ambientale che non si limiti ad aspetti edilizi, ma che dia soprattutto risposte ai bisogni sociali, culturali ed economici delle comunità insediate, garantendo nel contempo nuova occupazione stabile, di qualità e sicura, soprattutto alle fasce giovanili.

Il Tavolo di lavoro istituito oggi, con questa straordinaria partecipazione, forse mai registrata prima in Campania, sarà un Tavolo permanente. Oltre alle nuove adesioni, acquisite durante la giornata, resterà aperto al contributo di cittadini, associazioni, rappresentanze di categorie ed istituzioni, che saranno concretamente interessate al benessere sociale dei cittadini, delle città e del territorio della Campania.

Primo appuntamento del Tavolo di lavoro sarà una prossima autoconvocazione presso la sede del Consiglio Regionale a cui, come per la giornata di oggi, saranno invitate tutte le rappresentanze istituzionali deputate all’approvazione della legge.

ADA Donne Architetto – A.N.F.S.U. (Associazione nazionale di filosofia e scienze umane) - A.N.T.A.R.E.S. - AIR, Architetti in Rete - ARCI Campania – Associazione Amici di Ideacittà - Ass. Marco Mascagna – Associazione Percorsi Napoletani - CGIL Campania - Casartigiani Campania - CIA Campania - Confartigianato - CNA Costruzioni Campania - FIAB - Fillea CGIL Campania - FLAI CGIL Campania - Gente GREEN - Gentle Green Events - Italia Nostra - Legambiente - MaiPiùAmianto - Nu.Ri.Ge. Nuove Ri-Generazioni – RETE Set - Rete Sociale No Box - Rigenera Campania - SPI CGIL Campania - UDU - VAS -WWF Italia.

6.2.24

COMUNICATO STAMPA - Giornata di mobilitazione 08/02/2024

Il giorno 8 febbraio 2024, presso la sede del DIARC, via Forno vecchio, 4 , si terrà una

GIORNATA DI MOBILITAZIONE

Una Conferenza Stampa e un Tavolo di lavoro per chiedere alla Giunta Regionale una nuova e moderna legge di Governo del Territorio.
 
Ancora una volta l’associazionismo ambientalista e di tutela del paesaggio e organizzazioni sociali, sindacali operanti sul territorio si apriranno al confronto con le istituzioni, gli stakeholder, i cittadini e i media per l’istituzione di un Tavolo di Lavoro per l’elaborazione di una nuova e moderna Legge Urbanistica che integri la pianificazione territoriale con quella paesaggistica ed esalti il ruolo strategico della pianificazione e dei processi partecipativi, nell’ottica della Transizione Ecologica.
Questa giornata di mobilitazione vedrà la partecipazione dei vertici delle associazioni di carattere nazionale per testimoniare il loro supporto alle rappresentanze regionali e locali e al variegato mondo associativo che dall’estate scorsa si è mobilitato contro il Disegno di legge: "Modifiche alla L.R. Campania n. 16/2004, recante Norme sul Governo del Territorio".
 
Antefatto:
Il 23 novembre 2023, associazioni ambientaliste, sindacali e sociali furono promotrici di un  Sit-In di protesta presso il Consiglio Regionale del Centro Direzionale.  Nonostante le proibitive condizioni del tempo date da un fortissimo vento, fecero sventolare le bandiere della protesta contro il provvedimento di modifica della Legge Regionale di Governo del territorio n.16 del 2004.
Fu una giornata di manifestazione democratica per esplicitare meglio i motivi del forte dissenso al DdL approvato in Giunta Regionale nel giugno scorso e in procinto di essere discusso nell’aula consiliare.
Una delegazione delle associazioni, fu infine  ricevuta da alcuni consiglieri regionali, nonché dal presidente della IV^ Commissione Consiliare, on. Luca Cascone, che in conclusione dell’incontro, assicurò che alla conclusione dei lavori della Commissione da lui presieduta, avrebbe convocato confronto preventivo sul maxi emendamento licenziato e che nel contempo si sarebbe fatto portavoce nei confronti dell’Assessore all’Urbanistica Bruno Discepolo, affinché, anche in fase di discussione del Regolamento di attuazione, le stesse associazioni fossero coinvolte in un percorso di confronto e condivisione dello stesso.
I due provvedimenti, assicurò Cascone, legge di modifica e regolamento di attuazione, come richiesto dalle Associazioni, avrebbero proceduto di pari passo, anche in considerazione del fatto che la legge di modifica della L.R. 16/2004 sarebbe priva di efficacia senza il regolamento di attuazione approvato.
Son passati ormai più di due mesi ma non ci è stato ancora trasmesso ufficialmente il testo del maxi-emendamento annunciato, nè abbiamo notizia dell’Istituzione del Tavolo di confronto sulla Legge, nè tanto meno quello sul Regolamento.
Anzi.
Voci insistenti circolano in merito alla volontà del Presidente della IV Commissione di inviare il testo col maxi-emendamento annunciato, e ancora misterioso, senza istituire quel momento di dialogo e di confronto annunciato il 23 novembre e senza il testo del regolamento d’attuazione preannunciato.
 
Per questa ragione le sottoscritte Associazioni e Organizzazioni, preoccupate del tempo che scorre, hanno deciso di riprendere la contestazione indicendo una
GIORNATA DI MOBILITAZIONE CONTRO L’ATTUALE DISEGNO DI LEGGE DI MODIFICA DELLA L.16/84, per il giorno GIOVEDI 8 FEBBRAIO 2024 presso la sede del DIARC, via Forno vecchio 4.
Si sono progressivamente aggiunte alla protesta molte altre sigle di Associazioni e Organizzazioni ambientaliste, sindacali e adesso del mondo dell’agricoltura, CHE SONO STATE INVITATE A INTERVENIRE.

ADA Donne Architetto
A.N.T.A.R.E.S.
AIR, Architetti in Rete
ARCI Campania
Ass. Marco Mascagna
CGIL Campania
CNA Costruzioni Campania
Casartigiani Campania
Confagricoltura
FIAB
Fillea CGIL Campania
FLAI CGIL Campania
Gente GREEN
Gente Green Events
Italia Nostra
Legambiente
MaiPiùAmianto
Nu.Ri.Ge. Nuove Rigenerazioni
Rete Sociale No Box
Rigenera Campania
SPI CGIL Campania
UDU
VAS
WWF Italia ETS