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14.1.24

Voglia di futuro

Da mesi è in corso un acceso confronto sulla nuova legge urbanistica della Regione Campania che dovrebbe subentrare, dopo venti anni, alla legge 16 del 2004. Il dibattito resta però nel perimetro della politica e della cultura urbanistica, senza che questo tema scalfisca l’attenzione dell’opinione pubblica. Probabilmente i cittadini associano l’urbanistica alle loro peripezie burocratiche, spesso farraginose, oppure ai dibattiti sui massimi sistemi che molto spesso evidenziano le difficoltà e il girare a vuoto, senza risultati, di grandi progetti come quello di Bagnoli.  


Eppure le “norme” di una legge urbanistica sono tanti tasselli per la concretizzazione di una visione strategica che incide in modo determinante sul futuro del territorio e su quello delle giovani generazioni. Per questi motivi è importante che l’opinione pubblica sia correttamente informata sulle evoluzioni legislative e partecipi attivamente. La proposta di legge regionale, come evidenziato da associazioni ambientaliste, comitati civici e sindacati, nasce già vecchia, nonostante una proiezione ventennale, come per la 16/04, con l’obbligo di scelte che rispondano alle criticità attuali ma anche a quelle dei prossimi decenni. 
Tra l’altro, molte soluzioni per eliminare o ridurre tali criticità sono contenute in altri strumenti legislativi, del tutto ignorati nella proposta regionale. Ci si riferisce in particolare a:

1. Gli impegni dell’Italia nel Green New Deal per ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050;

2. Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, incluse le linee guida per i Sistemi urbani di drenaggio sostenibile;

3. La nuova legge sulla natura, la Nature Restoration Law, approvata dal Parlamento europeo il 12 luglio 2023 per promuovere la biodiversità e l'azione per il clima in tutta Europa, oltre a introdurre strumenti normativi per la prevenzione e tutela della salute umana e per integrare le politiche ambientali in vigore.

Apparentemente possono sembrare temi astratti, ma essi affrontano aspetti quotidiani del vivere di ogni cittadino. Gli impegni per la de-carbonizzazione entro 25 anni mirano a migliorare la qualità dell’aria e a immaginare un nuovo modello di mobilità non incentrato sull’auto e con l’obbiettivo di ridurre in modo sostanziale il traffico, l’inquinamento acustico e atmosferico, il recupero sociale delle strade.
Le tragedie causate dai cambiamenti climatici possono toccare tutti e quindi le misure per la mitigazione degli effetti delle bombe d’acqua, delle isole di calore non sono norme astratte ma indicazioni che potrebbero incidere in modo determinante sulla sicurezza, sulla bellezza e sul futuro del territorio, e le misure di attenuazione, come quelle relative ai sistemi di drenaggio urbano sostenibile e quelle basate su sistemi naturali, potrebbero contribuire a ridurre gli effetti devastanti delle alluvioni in città. La legge di proposta regionale non affronta questi temi. La necessità di recuperare un rapporto con la Natura, attraverso il restauro di ecosistemi, non è un tema astratto, ma significa offrire ai cittadini più verde nel rispetto e nella tutela della biodiversità. La legge di proposta regionale non affronta questi temi. In tale quadro, poiché si rischia di approvare norme già superate dalla realtà dei fatti che invece richiede scelte coraggiose, già effettuate da molte città.
E' auspicabile un ripensamento della Regione per arrivare a soluzioni condivise e in linea con il futuro.

Vincenzo Russo 
Comitato tecnico-scientifico Nurige

20.8.23

Per una Napoli moderna, futura, resiliente ed europea: appello per un Assessore all'Ambiente ecologista

Napoli, una città ricca di storia e cultura, si trova oggi, come tante altre realtà urbane grandi e piccole, di fronte a una sfida cruciale per il suo futuro: la transizione ecologica.

In un'epoca in cui l'Europa e il mondo intero si stanno muovendo verso politiche sostenibili e azioni concrete per preservare il nostro pianeta, è fondamentale che Napoli faccia la sua parte sul proprio territorio e si unisca a questo movimento istituzionale globale a garanzia della qualità della vita di residenti e turisti . 

L'Amministrazione Manfredi ha in questo momento la responsabilità di riempire il ruolo cruciale all'interno della propria Giunta lasciato dall'ex Assessore Mancuso. Napoli merita un Assessore all'Ambiente ecologista che possa elaborare le indicazioni dei tecnici avendo maturato una visione ecologista trasversale, sistemica ed universale. Partenope ha bisogno di un amministratore che abbia inforcato da tempo le lenti dell’ecologia per leggere la realtà in cui viviamo, per poter contribuire in tempi brevissimi a frenare i cambiamenti climatici che altrimenti ci travolgeranno entro il 2030. Napoli ha bisogno di un nome che porti con sé una storia personale di ambientalismo, riconosciuto e apprezzato dalle associazioni nazionali e storiche della città. L’assessore a cui pensiamo dovrebbe aver maturato una visione ecologista pronta ad essere trasformata in cambiamento di vita per se stesso e per la comunità.

Una figura in grado di guidare Napoli, con coerenza, competenza e coraggio, attraverso un percorso di cambiamento epocale, ispirando cittadini e istituzioni a collaborare alla realizzazione di una città vivibile e sostenibile.

Il Partito Democratico (PD), a cui spetta la responsabilità di proporre un nome per questo incarico, ha un'opportunità unica di guardare lontano, dimostrando di avere a cuore il futuro di Napoli. In linea con la visione dinamica e innovativa del suo     segretario nazionale, il PD dovrebbe uscire dalle logiche di spartizione tra correnti, per scegliere un amministratore che abbia come valori fondamentali la transizione ecologica, la lotta ai cambiamenti climatici ed il miglioramento della qualità della vita.

Invitiamo dunque il PD a considerare attentamente questa decisione, che, se presa nella giusta direzione, oltre a rafforzare la credibilità del partito, dimostrerebbe la volontà di mettere in primo piano l'interesse pubblico locale e globale. Sarebbe un segnale positivo del cambiamento del PD e un modello da seguire per tutta Italia. 

La sfida ecologica è urgente, e Napoli può e deve essere un faro di speranza e azione per le generazioni future.

Olimpia de Simone 
portavoce Gr.E.E.N. (Gruppo Ecologista Europa Napoli)

4.5.21

Giovedì 6 maggio ore 18 - Webinar “Infrastrutture verdi per contrastare i cambiamenti climatici. Regolamento e Piano del Verde: modelli di gestione del verde pubblico e privato"


Giovedì 6 maggio alle 18 grazie ai Ricostituenti per Napoli, le Associazioni promotrici del “Manifesto del verde per Napoli” (FIAB Napoli Cicloverdi, Green Italia Campania, Legambiente IRIDE Napoli, Legambiente Parco Letterario Vesuvio, WWF Napoli) insieme anche ad ASSO.IMPRE.DI.A, presentano il webinar dal titolo “Infrastrutture verdi per contrastare i cambiamenti climatici. Regolamento e Piano del Verde: modelli di gestione del verde pubblico e privato”. 
L’evento sarà in diretta Facebook sulla pagina Ricostituente per Napoli al seguente link:  www.facebook.com/ricostituentepernapoli/.

In questo webinar si confronteranno, sui temi del verde pubblico, autorevoli responsabili tecnici di quattro Città Metropolitane: Bologna, Palermo, Roma, Torino. Si discuterà sugli obblighi per i comuni in materia di pianificazione del verde urbano. Con la legge n. 113/1992, modificata dalla L. 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, si introduce per i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti l'obbligo di porre a dimora un albero per ogni neonato. Con la stessa legge n. 10/2013 si dispone che ciascun comune debba provvedere, obbligatoriamente, a censire e classificare gli alberi piantati, nell'ambito del rispettivo territorio, in aree urbane di proprietà pubblica. Il sindaco, durante il suo mandato, deve rendere noto il bilancio arboreo del comune, indicando il rapporto fra il numero degli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica, dando conto dello stato di consistenza e manutenzione delle aree verdi urbane di propria competenza.

Altro tema rilevante è quello dei criteri ambientali minimi (CAM) per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde. Si rende obbligatorio di recente, sempre per i Comuni con una popolazione superiore ai 15.000 abitanti, di provvedere al Censimento arboreo complessivo (non solo di quello ai sensi della L. 113/92 degli alberi piantati per ogni neonato) cioè l’acquisizione dei dati - un vero e proprio catasto del verde - relativi alla vegetazione presente nel comune, la sua localizzazione, il suo stato di salute e le aspettative di vita. Il censimento arboreo diventa dunque lo strumento conoscitivo necessario per la redazione del Regolamento e del Piano del verde, strumenti rispettivamente utili per la manutenzione ordinaria e straordinaria e per la progettazione e valorizzazione del verde urbano.

Le domande ai relatori verteranno sull’organizzazione del processo partecipativo efficace per la costruzione di tali strumenti, di quali e quante figure professionali è dotato il settore del verde, di come sono stati normati e gestiti i Patti di collaborazione pubblico/privato, quali sono le modalità di affidamento per la manutenzione e progettazione del verde e in che modo sono attivati percorsi di formazione qualificata permanente del personale.

Un incontro di ascolto utile per la implementazione di un modello di gestione e di valorizzazione del verde a Napoli. Tema che le Associazioni dei Manifesto del Verde hanno già  sollevato da tempo. Le associazioni del Manifesto, insieme a rappresentanti degli ordini più interessati e tecnici esperti solo pochi anni fa proposero, nell’ambito dell’istituzione del tavolo del verde promesso su stimolo esterno dalla Amministrazione stessa, tavolo che doveva tradursi in Consulta (cosa mai avvenuta), in una prima bozza di regolamento e negli indirizzi di un Piano, oltre ad un regolamento specifico per gli affidi: tutti strumenti fondamentali purtroppo rimasti nel cassetto, come ricorda Guido Liotti che segue la vicenda per Green Italia Campania.

Tra i relatori,  oltre  Guido Liotti (Green Italia Campania), Ornella Capezzuto (WWF Napoli), Paola Silvi (Legambiente Parco Letterario Vesuvio), Sonia Bruno (Legambiente Iride Napoli), e Maria Teresa Dandolo (Fiab Napoli Cicloverdi) in rappresentanza del Manifesto del Verde, Alberto Patruno (Asso.Impre.Di.A.)

Il dibattito sarà coordinato da Giulia Agrelli e Pino Bruno, moderato da Anna Savarese di Legambiente  Iride e introdotto da Emanuela Coppola, urbanista dell’Università Federico II di Napoli.