30.1.23
Nasce a Napoli Gr.E.E.N., Il Gruppo Ecologista Europa Napoli, composto attualmente da oltre 25 ecologisti storici della città e dell'area metropolitana.
27.11.22
Ischia, ancora un disastro: ma la colpa non è della natura
Ancora un disastro. Ancora un pezzo di montagna che frana sotto il peso di piogge più lunghe e intense del normale e si trasforma in una gigantesca colata di fango che travolge tutto, strade, terreni, persone, automobili, case. Case che, nella maggior parte dei casi, là non ci dovevano stare. Spesso costruite abusivamente (ma non sempre) e poi magari condonate, nel più totale disprezzo delle regole e delle leggi della natura, in posti dove non si può e non si deve costruire. Sopra le colline rese fragili dal taglio selvaggio degli alberi. Sotto le montagne che vengono giù a pezzi perché non ci sono più le radici di quegli alberi a trattenere la terra. Sugli argini dei fiumi che straripano quando il livello dell’acqua sale troppo o addirittura sul letto dei torrenti che vengono intombati. Sulle vie di deflusso delle acque piovane, che di fronte alla arroganza dell’homo sapiens si trovano poi altre vie per scorrere ed arrivare al mare, trascinando con sé ogni cosa.
E’ successo a Casamicciola, Comune ischitano già colpito in passato da altre
tragedie simili, da cui gli uomini non imparano nulla, anzi sembra che
reagiscano, dopo il piagnisteo dei giorni immediatamente successivi al fatto,
con un impulso ancora più forte alla depredazione e alla devastazione del
territorio. L’antica Pithecusa che domina il mare davanti al golfo di Napoli è
un caso emblematico. Sessantamila abitanti divisi in sei Comuni (altra follia
che rende complicato ogni tentativo di gestione e pianificazione del
territorio) che nei mesi della stagione estiva arrivano a tre o
quattrocentomila, sono così tanti che è impossibile contarli. E si pensa solo a
costruire, costruire e fare soldi, sempre più soldi, per lucrare al massimo su
queste ondate umane che si riversano da giugno a settembre. Cemento, cemento e
ancora cemento, che sta trasformando l’Isola Verde nell’ennesima macchia grigia
che appare nelle immagini satellitari. Su sessantamila abitanti ci sono
attualmente 27mila domande di condono edilizio - numeri incredibili che sembrano
quelli di una barzelletta e invece sono un annuncio di tragedia che farà
piangere lacrime amare - senza calcolare tutte le costruzioni già sanate, si fa
per dire, nei decenni passati. L’altra faccia di questa avidità senza limiti la
vediamo poi nei bollettini di guerra che contano morti, feriti, dispersi,
crolli e distruzioni, resi più frequenti dagli eventi meteorologici estremi causati
dal clima impazzito, che brucia mesi interi per la siccità e poi scaraventa al
suolo in un giorno la stessa quantità di pioggia che prima cadeva in tre mesi.
Gli allarmi e le denunce degli ambientalisti, a cui si
uniscono quelle di scienziati, urbanisti, geologi, vengono sempre ignorate dai
politici nazionali, regionali e locali, che consentono tutto ciò con leggi
sciagurate o semplicemente chiudendo tutti e due gli occhi per avere il facile
e immediato consenso degli elettori. Quegli stessi politici che li accusano di
fare “gli uccelli del malaugurio” o di “frenare lo sviluppo” e che poi, di
fronte alle morti e alle distruzioni, se la prendono con la natura matrigna e
fanno a gara a pronunciare stucchevoli frasi di “vicinanza” e di solidarietà
alle popolazioni colpite. D’altra parte non sembra esserci ancora alcuna presa
di coscienza del problema nei decisori politici, che anzi sembrano viaggiare in
direzione opposta. Una legge nazionale che freni il consumo di suolo per
fermare la catastrofe attende da anni di essere discussa in Parlamento e a
luglio la Giunta regionale campana ha presentato una proposta di legge
regionale, poi approvata ad agosto ma successivamente bocciata dal Ministero
della Cultura, che in sostanza prevedeva l’estensione all’infinito delle misure
del Piano Casa e che consentiva ai proprietari degli immobili di cambiarne la
destinazione d’uso e di accrescerne la volumetria fino al 35 per cento in caso
di demolizione e ricostruzione.
E mentre i sindaci, sotto la pressione delle popolazioni,
chiedono per l’ennesima volta lo stato di calamità naturale e i relativi
risarcimenti, c’è chi si pone in una posizione critica e punta il dito contro
le gravi responsabilità all’origine di
questi disastri. Durissimo il commento di Maurizio Fraissinet, naturalista,
ornitologo, e docente: “Le vittime della tragedia di Ischia, al pari di quelle
delle precedenti tragedie, sono sulla coscienza di chi non ha (volutamente?)
sorvegliato il territorio bloccando i cantieri abusivi, non ha (volutamente?)
demolito le case abusive, ha fatto e fa campagna elettorale contro gli
abbattimenti delle case abusive. Tutte persone accomunate dall'essere dei
criminali e dall'aver commesso il reato di omicidio colposo, o concorso in
omicidio”. Più circostanziate le considerazioni di Enzo Russo, architetto ed urbanista
di lunga esperienza di lavoro con pubbliche amministrazioni: “I responsabili di
queste tragedie hanno nomi e cognomi, generalizzare non aiuta a dare giustizia
a chi ha subito le drammatiche conseguenze dell’inerzia, in mala fede, di molti
amministratori politici. Nel 2008 la giunta provinciale Di Palma adottò il
Piano Territoriale di Coordinamento, nel quale venivano date precise
prescrizioni per la redazione di piani regolatori attenti alla sicurezza
idrogeologica, alla vivibilità urbana, ad uno sviluppo coerente con le
caratteristiche dell’ambiente; piano lasciato nel cassetto dalle successive giunte,
con l’urbanizzazione insensibile al territorio, lecita e abusiva, che è
proseguita senza ritegno. E’ urgente che si riprenda e si applichi in pieno la
politica della pianificazione, alla quale dare seguito, con tempi brevi, alla
programmazione e alla progettazione degli interventi. Ma queste cose sono state
dette più volte e, purtroppo, ancora una volta piangiamo vittime innocenti”
Green Italia Campania
28.4.22
Percorsi DiVINI lungo le Scale di maggio
Dalla città Antica alle Colline di Napoli
Percorsi DiVINI lungo le Scale di maggio
[Festival delle Scale off]
a cura del Coordinamento Scale di Napoli
in collaborazione con il MAVV Museo Arte Vino
Dal 1° maggio “Le Scale di Napoli” ritornano al centro dei percorsi napoletani con un format inedito in collaborazione con il MAVV Museo Arte Vino: Dalla città Antica alle Colline di Napoli Percorsi DiVINI lungo le Scale di maggio [Festival delle Scale off] a cura del Coordinamento Scale di Napoli
Le Scale di Napoli al servizio dei cittadini per un attraversamento rapido fra le varie zone della città, per squarci sulle bellezze lungo tutta la corolla delle colline di Napoli: dal Vomero al Centro storico, da Posillipo al mare, da Capodimonte a via Foria, a Montesanto.
L'iniziativa, promossa dal “Coordinamento per il recupero delle Scale di Napoli” www.scaledinapoli.com declina ogni anno un tema per esaltare le tante importanti funzioni a cui le scale della città assolvono e che il Coordinamento propone all’attenzione di turisti, cittadini e istituzioni per promuoverne conoscenza, riqualificazione e valorizzazione.
L’obiettivo di far conoscere ai cittadini e anche ai turisti le principali scale di Napoli, è stato da tempo raggiunto: “Le scale di Napoli”, a seguito del lungo e duro lavoro svolto negli anni dal Coordinamento e dalle singole associazioni associate, oggi, le scale di Napoli, possono definirsi un vero e proprio Brand turistico, più difficile è, ancora oggi, ottenerne la valorizzazione e la loro definitiva riqualificazione. Occorrono finanziamenti e, soprattutto, una visione della città non autocentrica ma a “dimensione di piedi” ed una politica turistica-culturale sostenibile indirizzata alla valorizzazione del paesaggio.
Ecco il programma:
Domenica 1 maggio 2022
La risalita lungo la Collina Gentile
Da via Foria a Capodimonte attraverso il Moiariello.
A cura dell'Associazione Green Polis
Contributo associativo - info e prenotazione obbligatoria whatsapp 3494597997
Appuntamento ore 10.30 ex Caserma Garibaldi
Lungo il percorso ci sarà una degustazione di vino selezionato dal MAVV – Museo Arte Vino
Domenica 8 maggio 2022
"Assaggia il Paesaggio"
Spettacolo itinerante di musica prosa e danza con degustazioni attraverso la Pedamentina ed il complesso monumentale della SS Trinità delle Monache - Parco dei Quartieri Spagnoli ed il sistema delle scale di Montesanto.
a cura di Gente Green APS e Parco dei Quartieri Spagnoli APS (comunità)
Contributo associativo - info e prenotazione obbligatoria whatsapp cell. 3914143578
Appuntamento ore 10.30 Piazzale di San Martino
Lungo il percorso ci sarà una degustazione di vino selezionato dal MAVV – Museo Arte Vino
Sabato 14 Maggio
“Streghe, Janare e Beneandanti”
Visita guidata teatralizzata presso le scale dei giardini della Principessa Jolanda
Magia intrisa di diverse culture raccontata tramite una piece teatrale. Un dramaturgico “viaggio nostrano” che mostrerà, attraverso i riti e le usanze del folclore Campano quali fossero le “streghe” temute ed allontanate, quali i culti antichi per neutralizzarle.
a cura de La chiave di Artemysia. e Gente Green APS
Appuntamento 19,30 Scale dei giardini della Principessa Iolanda
Contributo associativo - info e prenotazione obbligatoria su whatsapp
3404657949 – 3334666597
Lungo il percorso ci sarà una degustazione di vino selezionato dal MAVV – Museo Arte Vino
Domenica 15 maggio 2022
Dalla collina al mare: Salita Villanova con l’antico borgo.
Un itinerario antico tagliato nella cuore della collina e nato per collegare il piccolo borgo contadino di Villanova con il mare di Posillipo.
Itinerario condotto da Gabriella Guida - Associazione Napoletana Beni Culturali
Contributo associativo
info e prenotazione obbligatoria cell. 3358236123
Appuntamento alle ore 10.30 in Via A. Manzoni, n.190 presso Ufficio Postale.
Lungo il percorso ci sarà una degustazione di vino selezionato dal MAVV – Museo Arte Vino
21 maggio 2022
Percorsi tra le scale:
Scale di San Marcellino, Gradini Forcella, Scale di via Giudecca Vecchia, Scale Nino Taranto Via Trinchese.
A cura Legambiente Parco Letterario APS
Appuntamento Piazza San Domenico Maggiore (obelisco) Ora: 10.30
Contributo associativo
Info e per prenotazione obbligatoria: 3388408138
Lungo il percorso ci sarà una degustazione di vino selezionato dal MAVV – Museo Arte Vino
22 maggio 2022
"Il colombre ed altre leggende di mare"
Spettacolo itinerante di prosa musica e danza con degustazioni tra il Parco Virgiliano Trentatemi e la discesa ed il Parco della Gaiola
A cura di Gente Green APS
Contributo associativo
info e prenotazione obbligatoria cell. 3914143578
Appuntamento ore 18:00 presso ingresso del parco Virgiliano
Lungo il percorso ci sarà una degustazione di vino selezionato dal MAVV – Museo Arte Vino
Il Coordinamento per il recupero delle scale di Napoli, nato nel 2012, aderisce ad AMODO (Alleanza Mobilità dolce) e comprende oltre 10 associazioni e comitati, quest'anno organizzano Scale di Maggio: Legambiente Parco Letterario Vesuvio APS, Green Italia Campania, Gente green, Associazione Napoletana Beni Culturali, Green Polis, Parco dei Quartieri Spagnoli APS, La chiave di Artemysia
Sul sito www.scaledinapoli.com il programma e tutti gli aggiornamenti.
14.4.22
L'ASSOCIAZIONE SVILUPPO SOSTENIBILE E PARITA' DI GENERE PIANTA IL SUO PRIMO ALBERO A QUARTIERE INTELLIGENTE
“Un atto non solo simbolico ma anche per contribuire ad abbassare il livello dell’anidride carbonica (CO2) atmosferica da cui dipende direttamente la crisi climatica.
In questo modo l'Associazione “Sviluppo Sostenibile e Parità di Genere” ha voluto rimarcare la necessità di popolare di verde la città ed al contempo dare un segno di riconoscimento al lavoro di una donna - Cristina di Stasio che gestisce lo spazio di Quartiere Intelligente - che si è impegnata e si impegna per la rigenerazione sostenibile del Quartiere e delle scale di Montesanto.
Un’iniziativa che apre la strada ad attività e collaborazioni tra la nostra Associazione e Quartiere Intelligente allo scopo di raggiungere obiettivi comuni.”
Lo hanno dichiarato Cristina Salvio e Carmine Maturo Co-Portavoce Associazione Sviluppo Sostenibile e Parità di Genere
11.4.22
L'isola di Vivara deve diventare un bene pubblico!
Esse giungono dopo anni di impegno profuso dal Presidente Esposito in perfetta solitudine. È stato lasciato solo in un contesto estremamente complicato nel quale invece era necessaria la giusta attenzione di Ministero dell’Ambiente, oggi della Transizione Ecologica, e della Regione Campania.
Una sentenza di alcuni anni fa ha definitamente sancito il passaggio della proprietà dell’isola dalla istituzione “Ospedale Francesco Albano” agli eredi del vecchio proprietario dell’isola che, di fatto, sono divenuti proprietari di un’isola disabitata ricoperta di una fantastica e incontaminata macchia mediterranea, crocevia strategico di rotte migratore di decine e decine di specie di uccelli dirette verso i quartieri riproduttivi dell’Europa settentrionale. Una realtà naturalistica che l’ha vista protagonista per decenni di studi ornitologici condotti da ornitologi di diverse nazionalità. Un’isola abitata fin da epoche pre-elleniche come dimostrano gli interessantissimi scavi archeologici, senza dimenticare le successive presenze storiche testimoniate dal fortino napoleonico, dai resti del lazzaretto, dalla villa padronale.
Una tale ricchezza naturalistica e storica in un’isola disabitata ha pochi eguali in tutto il ricco mondo di piccole isole distribuite nel Mediterraneo. Una ricchezza che giustamente è stata sottoposta al vincolo di Riserva Naturale dello Stato agli inizi del XXI secolo.
Può un tale patrimonio naturale, culturale e paesaggistico essere lasciato nelle mani di privati?
Vivara non può e non deve essere privata. Vivara deve essere una bene della collettività. Le istituzioni, ma anche i singoli cittadini, non possono abbandonare questo gioiello ad un destino incerto.
Vivara deve divenire un bene pubblico, un bene degli italiani.
L’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale, nel ringraziare il dr. Esposito per l’impegno che ha profuso fino alla fine, chiede che Vivara venga salvata nella sua integrità e che l’apposizione del vincolo di Riserva Naturale dello Stato non sia un vincolo di carta ma reale.
Per fare ciò non c’è soluzione alternativa all’esproprio dell’isola da parte del Ministero della Transizione Ecologica o del Ministero della Cultura. Un atto dovuto alla bellezza, alla natura, alla biodiversità, alle nuove generazioni.
Lo slogan “la cultura non isola” adottato per Procida capitale della cultura rischia di risuonare vacuo se un’isola meravigliosa salvatasi dalla devastazione umana per l’azione di coraggiosi ambientalisti, torni ad essere un luogo isolato da tutto ciò che è natura e cultura. Un’isola che contribuisce a connettere Europa ed Africa con le migliaia di uccelli che la utilizzano per la sosta salvavita durante il lungo e pericoloso volo migratorio non può non essere un bene di tutti, tutelata rigorosamente proprio perché di tutti, anche delle nuove generazioni che verranno.
Il Consiglio Direttivo dell’ASOIM
29.3.22
NASCE A NAPOLI L’ASSOCIAZIONE SVILUPPO SOSTENIBILE E PARITA’ DI GENERE
25.3.22
Il Coordinamento Scale di Napoli a Energymed 2022
Il Coordinamento Scale di Napoli a Energymed 2022
per promuovere una mobilità integrata pedonale e la realizzazione di una eco- mappa digitale.
Anna Donati portavoce AMODO (Alleanza Mobilità Dolce) in un video messaggio di saluti:
Non torniamo indietro. Mi auguro che il futuro del lungomare resti un luogo dove camminare e pedalare.
Le 200 scale di Napoli sono la “trama” di una mappa e di una visione di mobilità sostenibile per muoversi in città senza dipendenza energetica a zero emissioni e a zero costi.
Anna Donati portavoce AMODO (Alleanza Mobilità Dolce) in un video messaggio di saluti si rivolge alla nuova Amministrazione Comunale (si allega) https://youtu.be/
Non torniamo indietro. Mi auguro che il futuro del lungomare resti un luogo dove camminare e pedalare.
Sul sito del Coordinamento Scale di Napoli (www.scaledinapoli.com) esiste un link di una mappa digitale delle 200 scale della città messa a disposizione di tutti dal Coordinamento ma chiediamo alle istituzioni di fare di più e e realizzare una eco-mappa integrata dei percorsi pedonali di Napoli, scale, parchi, percorsi ciclabili e trasporto pubblico. Un strumento digitale a disposizione di tutti, cittadini e turisti, per vivere una Napoli sempre più sostenibile e libera dalle auto e dallo smog favorendo stili di vita più green improntati ai consumi consapevoli, al risparmio energetico per migliorare la vivibilità urbana.
Infine, Il Coordinamento Scale di Napoli chiede alla nuova Amministrazione, che si acceleri tutta la procedura attivata su nostra richiesta dal Patto per Napoli (Renzi) con il quale venivano assegnati 10milioni di euro per rigenerare 4 percorsi pedonali della Città.
23.3.22
Orta di Atella: un Comune sospeso tra devastazione ambientale e rinascita "green"
La vittoria della coalizione civica, a forte connotazione ambientalista, guidata
dall’avvocato Vincenzo Gaudino alle elezioni amministrative dello scorso
autunno ha acceso la speranza di vedere finalmente una stagione di cambiamento.
Tra le liste che ne fanno parte spicca quella di Orta Visibile, guidata tra gli
altri da Vincenzo Tosti, storico combattente ambientalista ed espressione di
quella rete di associazioni e comitati che da anni lotta per il riscatto della
Terra dei Fuochi, attualmente vicesindaco. Gli abbiamo rivolto alcune domande per il nostro blog.
Quali sono gli obiettivi principali della nuova Amministrazione,
soprattutto sul versante ambientale e della gestione del territorio?
Al momento il sindaco è dimissionario per contrasti nella maggioranza. La
svolta “green” di Orta è stata solo un sogno svanito presto o c’è ancora
possibilità di riprendere il percorso di Gaudino e della sua coalizione?
“Sono i sognatori che a volte cambiano il mondo
e sappiamo che i sogni possono realizzarsi se c’è la determinazione di farlo. Questa
è un’Amministrazione di sognatori.”
Vuoi lasciare un messaggio o un appello ai cittadini e/o agli alleati e
anche ai movimenti che in contesti vicini stanno cercando di intraprendere lo
stesso percorso?
“In questa Amministrazione ci sono gli
attivisti che in questi anni hanno lottato contro la devastazione ambientale, quindi
l’appello è quello di restare insieme perché, una volta al governo della città,
non dobbiamo rinunciare alle nostre istanze. Negli uffici comunali spesso i
dirigenti, la burocrazia ci dicono «Questo non si può fare»; noi replichiamo
che invece tutto si può fare, se c’è la volontà. Il cambiamento si realizza
solo se si costruisce una comunità consapevole con obiettivi condivisi. La
bellezza in questo paese non è mai andata via ma è stata solo sommersa da tutto
il brutto, noi lavoriamo per tirarla fuori e restituirla insieme alla dignità
di questo territorio”
9.3.22
Anna Donati è il nuovo presidente dell'Agenzia Roma servizi per la mobilità. Ha lasciato a Napoli il miglior Piano della Mobilità sostenibile mai attuato.
Anna Donati è fra i maggiori esperti di Mobilità sostenibile in Italia, per questo è stata chiamata a presiedere l'Agenzia di Roma per la mobilità.
La Donati ha lasciato in eredità a Napoli un Piano della mobilità sostenibile elaborato dall'assessorato alla Mobilità nel corso del suo mandato (assieme a tanti tecnici ed esperti) e tenuto chiuso nei cassetti dei vari Assessorati alla Mobilità che si sono succeduti. Credo sia ora di tirarlo fuori dai cassetti, il Piano Donati era ed è il miglior piano della mobilità per Napoli.”
Lo ha dichiarato Carmine Maturo co-portavoce di Green Italia
28.2.22
NapoliNegra, il libro di Vincenzo Sbrizzi - presentazione 4 marzo ore 18:00 IoCiSto - l'autore dialogherà con l'Assessore Luca Trapanese, Carmine Maturo e Mara Fortuna
Si terrà venerdì 4 marzo 2022 alle 18:00, nella saletta Giancarlo Siani della libreria “Io ci sto”, la presentazione di Napolinegra, libro di Vincenzo Sbrizzi edito da Iod Edizioni con prefazione di Isaia Sales. L'incontro è organizzato da Green Italia Campania e vedrà la partecipazione dell'assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, Luca Trapanese. A dialogare con l'autore sarà Carmine Maturo, co-portavoce nazionale Green Italia e Mara Fortuna di IoCiSto.
SINOSSI
Venticinque storie di persone che hanno dovuto affrontare il mare per mettere in salvo la propria vita. Persone rapite e vendute come schiavi nel deserto. Persone che hanno visto la morte appropriarsi di tutto intorno a loro. Storie vere di migranti intervistati dall'autore che in comune hanno il viaggio e la sofferenza ma anche la voglia di prendersi il futuro che hanno sempre sognato. Come Adam che è partito a 14 anni dal Mali per diplomarsi a 25 anni in Italia o come Justina che si è salvata dalla prostituzione grazie a Chris conosciuto in Libia. Come Paboy che ha rimosso completamente le settimane di tortura in Libia o come Rachelle che lì ha perso l'amore della sua vita. Come Saeid arrivato in Italia in un container o come Fata che ha visto un suo amico scomparire nella sabbia. Come Abrar picchiato a sangue tra le strade di Napoli o come Bechir che ha rischiato di morire per un problema cerebrale in attesa dei documenti. E poi le torture subite da Kebe', da Dimitri, da Abdul o le angherie della burocrazia che i decreti sicurezza hanno alimentato. Venticinque storie di persone che vivono tutti la loro nuova vita a Napoli, città “irregolare” come loro e forse per questo l'unica capace di dargli un po' di accoglienza.
L'AUTORE
Vincenzo Sbrizzi è un giornalista professionista di Torre Annunziata (Napoli). Nato nel 1984, è laureato in Scienze della comunicazione all'Università degli studi Suor Orsola Benincasa con una tesi in Storia delle mafie, relatore Isaia Sales. Ha frequentato un master in Marketing e comunicazione digitale alla Business school de “Il Sole 24 ore” e masterclass di social media e copywriting al “The Guardian” di Londra. Ha lavorato per Striscia la notizia, Fanpage, Il Mattino, Roma, Optima Italia e attualmente lavora per Napolitoday e Today del gruppo Citynews. Ha pubblicato insieme a Simona Melorio, per Editoriale Scientifica, il saggio “Torre Annunziata: tra camorra e deindustrializzazione” con cui ha vinto il Premio Giancarlo Siani 2020.
NOTA DELL’EDITORE
“Cronisti Scalzi” è la nuova collana della Iod edizioni che ha l’ambizione di raccogliere i racconti, le narrazioni e le storie di giovani cronisti delle periferie, dentro e fuori le mura delle nostre città, impegnati a resistere a un giornalismo che va sempre più adeguandosi al conformismo del pensiero dominante e ai poteri forti. Siamo convinti che oggi più che mai sia necessaria una nuova generazione di cronisti che sappiano vivere, con la mente e con il cuore, i quartieri, i vicoli e le piazze delle periferie degradate, per raccontare con passione i fatti e i volti delle persone che ogni giorno si impegnano per costruire nel loro piccolo una chiara e consapevole alternativa al degrado sociale e allo strapotere dei clan della camorra. Vogliamo dare, così, spazio, insieme ad autorevoli voci del giornalismo d’inchiesta, a quei giovani giornalisti precari, che continuano a essere presenti sul posto, a piedi scalzi, e che conservano la memoria, lo stile e il metodo di Giancarlo Siani, giornalista precario, ucciso dalla camorra la sera del 23 settembre del 1985, e definito da Erri De Luca «cronista scalzo». «Negli anni Settanta» racconta lo scrittore e intellettuale a noi caro, «ci piacevano della Cina i medici scalzi che andavano nei villaggi a tentare la prevenzione delle malattie. Giancarlo era un giornalista scalzo, non aspettava le notizie per riportarle, ma cercava il meccanismo sanguinoso che le produceva. Erano gli anni dell’arrembaggio, il terremoto aveva raso al suolo la decenza, tutto era lecito per arricchirsi, la vita valeva uno sputo. La malavita si spartiva nel sangue i centimetri dei marciapiedi, sulla città piovevano miliardi ma non riuscivano a toccare terra, tutti intercettati a mezz’aria. Giancarlo conosceva Torre Annunziata, che non è cognome e nome di una signorina ma comune vesuviano digradante sul golfo e degradato mattatoio di morti ammazzati per quasi niente. Giancarlo lì aveva amici e raccoglieva notizie fresche di cose sempre più sporche. Si procurava facilmente la simpatia e la stima, aveva modi semplici per natura e un garbo frutto di educazione familiare. Riusciva a fare conversazione con chiunque in pochi minuti, ma senza fare l’amicone, con misura invece e a bassa voce. Queste doti facevano coppia con un coraggio fisico naturale».




.png)


